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giovedì 14 dicembre 2017

Tito e gli alieni (opera seconda)

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Tito e gli alieni

Tito e gli alieni

Tito e gli alieni

titolo originale:

TITO E GLI ALIENI

regia di:

sceneggiatura:

fotografia:

scenografia:

produzione:

BiBi Film Tv, Rai Cinema, con il contributo del MiBACT, in associazione con Patrizio, con il sostegno della Regione Lazio

paese:

Italia

anno:

2017

durata:

92'

formato:

colore

status:

Pronto (10/10/2017)

premi e festival:

Il Professore (Valerio Mastandrea) da quando ha perso la moglie, vive isolato dal mondo nel deserto del Nevada accanto all'Area 51. Dovrebbe lavorare ad un progetto segreto per il governo degli Stati Uniti, ma in realtà passa le sue giornate su un divano ad ascoltare il suono dello Spazio. Il suo solo contatto con il mondo è Stella, una ragazza che organizza matrimoni per i turisti a caccia di alieni.
Un giorno gli arriva un messaggio da Napoli: suo fratello sta morendo e gli affida i suoi figli, andranno a vivere in America con lui.
Anita 16 anni e Tito 7, arrivano aspettandosi Las Vegas e invece si ritrovano in mezzo al nulla, nelle mani di uno zio squinternato, in un luogo strano e misterioso dove si dice che vivano gli alieni...

NOTE DI REGIA:
Nella vita mi sono purtroppo trovata a dover affrontare perdite importanti e quindi a pormi quella domanda universale che ho deciso di esplorare in questa storia: come facciamo ad affrontare la paura della morte e del dolore?
Qualche anno fa colsi mio padre assorto davanti al ritratto di mia madre, una bella fotografia di lei sorridente appesa nella sua camera. La memoria di mio padre si stava progressivamente sciogliendo come neve al sole, mia madre era scomparsa da più di dieci anni e lui passava ore in contemplazione del suo viso. Cercava di conservarne il ricordo. Da qui l'immagine che mi ha portato a sviluppare questa storia: un uomo nel deserto con delle cuffie sulle orecchie seduto accanto ad un'antenna puntata verso il cielo, in cerca della voce di sua moglie.
Mio padre è stato per me una guida formidabile per questo film. Quando si perde la memoria, si smarrisce anche l'identità e la realtà si ricompone e assume caratteristiche nuove. Chi perde la memoria non si riconosce e spesso non riconosce i suoi familiari, non è più lo stesso e allo stesso tempo lo è ancora, quindi diventa quasi un estraneo per i figli, i compagni, gli amici di sempre.
Ecco, io mi sono immaginata la realtà vista con gli occhi di qualcuno che aveva perso la memoria, una realtà ricomposta con le risorse straordinarie di coraggio, creatività, umorismo e straordinaria irriducibile leggerezza che appartenevano a mio padre.
Non poteva che nascerne un film di fantascienza (genere di cui sono appassionata fin da bambina) con al centro una famiglia.
È una storia piccola, di gente sospesa, sperduta in un luogo immenso: l'Area 51, il posto misterioso dove si dice che vivano gli alieni.
Una terra desolata come la Luna dell'Orlando Furioso, un luogo dove l'Umanità ritrova quello che ha perduto. Un villaggio di 54 abitanti in mezzo al deserto, cowboy e contadini, tutti convinti di essere custodi di un Universo più ampio e dei suoi segreti.
Una ragazza che organizza matrimoni a tema.
Un divano e un Professore.
È qui che si ritrovano Tito e sua sorella Anita. Spaesati, ma determinati a trovare una soluzione. Anita progetta la fuga, Tito vuole ad ogni costo parlare con suo padre ed è convinto che quell'uomo depresso sul divano, che a vederlo così non sembra granché, in realtà sia un grande scienziato e riuscirà ad aiutarlo.
E gli extraterrestri?
Beh, ci appartengono più di quanto non crediamo di sapere...