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martedì 11 dicembre 2018

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Il cinema italiano a Cannes

Cinque lunghi e due corti sulla Croisette

Il cinema italiano a Cannes

Cinque lungometraggi, due corti e diverse coproduzioni rappresenteranno quest’anno l’Italia sulla Croisette.
In squadra due registe, Alice Rorhwacher in Concorso con Lazzaro Felice e Valeria Golino in Un Certain Regard con Euforia, a testimoniare che il cinema italiano è in grado di riconoscere i movimenti in atto con l’assoluta e urgente presenza del cinema al femminile. Torna in Concorso anche Matteo Garrone con Dogman, struggente storia borderline tra sentimenti e orrore. Altro ritorno a Cannes è quello di Gianni Zanasi, già in Quinzaine des Réalisateurs nel 1995 con il suo esordio, Nella mischia, che sempre nella stessa sezione presenta Troppa grazia, invitato come Film di Chiusura. In Quinzaine anche La strada dei Samouni di Stefano Savona con le animazioni di Simone Massi, una straordinaria docufiction dove le immagini e l’animazione si intrecciano per raccontare la contemporaneità della Storia. Tutti questi film sono stati coprodotti da Rai Cinema.
In Cinéfondation è stato invitato il cortometraggio Così in terra, realizzato da un allievo del Centro Sperimentale di Cinematografia, Pier Lorenzo Pisano. Regia illustre per l’altro cortometraggio italiano, La lotta di Marco Bellocchio che verrà presentato in Quinzaine.
Tra le coproduzioni si segnala il film d’inaugurazione, Todos lo saben di Asghar Farhadi, In My Room di Ulrich Köhler e il documentario di Wim Wenders, Pope Francis – A Man of His Word.
Il produttore Marco Alessi è stato selezionato tra i dieci produttori emergenti europei nell’ambito di Producers On the Move, storico evento dell’European Film Promotion.
Questo comunicato, seguendo l’annuncio di Thierry Frémaux, è un work in progress….
Commenta Roberto Cicutto, presidente di Istituto Luce Cinecittà: "fino a quando la parità di genere (sessuale) e la pari dignità dei generi (tipologia di film) saranno decisi con il bilancino e a tavolino non rappresenteranno una vera conquista sociale. Lo dico perché la presenza a Cannes del cinema italiano dimostra che almeno nella settima arte, l’Italia è all’avanguardia e presenta 'naturalmente' opere di registe, registi, film lungometraggi, corti e documentari. È un gran bel segnale soprattutto perché non è la prima volta che accade. E la qualità delle opere di Alice Rorhwacher, Valeria Golino, Matteo Garrone, Gianni Zanasi, Stefano Savona con Simone Massi, Pier Lorenzo Pisano e Marco Bellocchio sarà la conferma di una conquista consolidata".
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