titolo originale:
I figli della scimmia
regia di:
cast:
sceneggiatura:
fotografia:
montaggio:
scenografia:
produttore:
produzione:
Lungta Film, Lebowski, Mosaicon Film, Rai Cinema, con il contributo del Ministero della Cultura, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte
distribuzione:
vendite estere:
paese:
Italia
anno:
2026
durata:
110'
formato:
colore
uscito il:
17/09/2026
premi e festival:
Dario è padre di un bambino disabile, al quale dedica ogni cura e attenzione, e ha un bellissimo rapporto con il figlio adolescente di suo fratello. Nel crescente legame con il nipote ritrova il figlio che avrebbe voluto avere, e assume il ruolo del padre che avrebbe potuto essere. Un gioco di proiezioni e desideri inespressi che finirà per incrinare l’equilibrio interiore di Dario e travolgere l’intera famiglia.
NOTE DI REGIA:
Il titolo di questo film trae ispirazione da una fiaba di Esopo: la storia di una scimmia che aveva due cuccioli ma amava e nutriva soltanto il preferito, trascurando l’altro. A differenza della fiaba, però, qui si parla di un genitore chiamato a dividersi fra due “figli”: quello reale e quello ideale. È il racconto di un conflitto intimo, inevitabile, che mette continuamente in discussione il fragile equilibrio fra generosità ed egoismo, amore e desiderio, accettazione e rimpianto. C’è un tabù, un “impossibile da dire”, che mi ha affascinato perché riguarda l’esperienza più profonda e intima della genitorialità: nessun padre e nessuna madre desidera avere un figlio con una disabilità. Questo non mette in discussione l’amore che i genitori di persone con disabilità provano per i propri figli, ma, seppure un figlio stravolga la vita a prescindere, nel loro caso l’esistenza prende una direzione alla quale nessuno può essere preparato.
Parlando con alcuni di loro, mi ha colpito scoprire che spesso, prima del dolore per un figlio nato con una disabilità, arriva quello di una perdita: il lutto per “l’altro figlio”, quello immaginato e atteso durante la gravidanza, al quale devono dire addio prima ancora di averlo incontrato. E allora mi sono chiesto: cosa accade a un padre se poi quel figlio compare? Se si trova improvvisamente davanti al figlio che aveva sempre immaginato e desiderato avere?