titolo originale:
Finale allegro
regia di:
cast:
Barbara Bouchet, Anna Bonasso, Nutsa Khubulava, Luigi Diberti, Luca Chikovani, Diego Casalis, Frida Bollani Magoni, Raffaella Portolese, Gilles Tonnelé, Gabriele Bocchio, Giulia Sarah Gibbon, Hector Javer Cornelio De La Rosa, Sebastiano Risso
sceneggiatura:
Emanuela Piovano, dal romanzo "L'età ridicola" di Margherita Giacobino
fotografia:
montaggio:
scenografia:
costumi:
musica:
Gian Maria Testa
produttore:
produzione:
Kitchenfilm, Making Movies & Events, Testukine, Nocturnes Productions, con il sostegno di Eurimages, Film Commission Torino Piemonte
distribuzione:
vendite estere:
paese:
Italia/Francia
anno:
2026
durata:
113'
formato:
colore
status:
Pronto (11/03/2026)
premi e festival:
Karina ha avuto successo, amori difficili e una vita intensa. Ora vive sola con il suo pianoforte e il gatto Veleno, convinta di aver già deciso cosa fare del tempo che le resta.
Ma il passato torna a bussare, una giovane collaboratrice domestica entra nella sua quotidianità, e l’amore impossibile per Elena chiede ancora spazio.
Tra imprevisti e piccoli tradimenti, Karina scopre che anche a un passo dal finale può esistere un nuovo inizio.
NOTE DI REGIA:
Quando ho letto L’età ridicola di Margherita Giacobino ho avuto subito la sensazione che quella storia mi riguardasse da vicino. Mi ha colpito il modo in cui raccontava l’amore tra due donne anziane intrecciandolo al tema della fine, con una delicatezza e una verità rare.
Da lì è nato Finale:Allegro, un film che attraversa l’amore, la perdita, la memoria e il corpo, tenendo lo sguardo aperto sulla libertà e sulla vulnerabilità.
Ho scelto la camera a mano: Sentivo il bisogno di restare a contatto con la materia delle cose. Credo che con l’età non ci si allontani dalle emozioni, ma ci si esponga a esse in modo diverso. La fragilità che ne deriva, per me, non è una debolezza ma una forma silenziosa di forza.
La musica attraversa tutto il film. Sono partita dalle sonate di Hyacinthe Jadin, compositore settecentesco fulmineo, la cui scrittura anticipa una sensibilità già romantica. Il Finale:Allegro della sua Sonata n. 2 dialoga con le canzoni di Gianmaria Testa, con l’interpretazione di Futura di Frida Bollani Magoni e, infine, con Le Large di Françoise Hardy, una canzone di congedo che accompagna la chiusura del film con grazia e apertura.
Per Finale:Allegro cercavo interpreti che portassero sullo schermo non solo il mestiere, ma la vita. In Barbara Bouchet ho trovato un’attrice di grande sensibilità e coraggio, capace di mettersi in gioco con autenticità. Accanto a lei, Anna Bonasso e Luigi Diberti portano nel film una memoria viva, fatta di ideali, contraddizioni e storia personale.
Ho voluto infine aprire il racconto a uno sguardo giovane: Nutsa Khubulava e Luca Chikovani hanno portato freschezza e una verità fragile e intensa, capace di creare un dialogo tra generazioni e culture.
Finale:Allegro nasce dal desiderio di immaginare un incontro possibile tra passato e futuro, e di affidare alla trasformazione — individuale e collettiva — una forma concreta di speranza.