Mi chiedo quando ti mancherò (opera seconda)

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Mi chiedo quando ti mancherò

Mi chiedo quando ti mancherò

titolo originale:

Mi chiedo quando ti mancherò

titolo internazionale:

Wonder When You'll Miss Me

regia di:

sceneggiatura:

Francesco Fei, Chiara Barzini, Luca Infascelli, dal romanzo omonimo di Amanda Davis

fotografia:

costumi:

Gaya Mugnai, Silvia Capra

musica:

EMA

produttore:

Francesco Fei, Gabriella Manfrè, Consuelo Moschella, Yari Moschella, Fabio Nesi, Petra Seliskar

paese:

Italia/Slovenia

anno:

2019

durata:

91'

formato:

colore

uscito il:

01/07/2021

premi e festival:

Annabella ha diciassette anni e con la sua amica Cicciona sta scappando da casa. Una fuga in cui si nascondono dalla polizia, ansiose di passare la frontiera... Amanda invece ne ha sedici, ed è venti chili sovrappeso. A scuola è sempre presa in giro, così passa spesso il tempo da sola. In apparenza, due diversi destini... ma la stessa difficoltà nel trovare un posto nel mondo.
Viaggiando per l’Italia Annabella e la cicciona, tra un’avventura e un’altra, incontrano un circo all’avanguardia, i cui artisti sono ragazzi provenienti da varie nazioni. Si è liberato un posto da lavapiatti, farsi assumere è l’occasione per poter continuare a girare.
Amanda, intanto, viene invitata a una festa da Tony, il ragazzo dei suoi sogni. Possibile, proprio lei? Uno scherzo crudele è dietro l’angolo, Amanda viene umiliata da Tony e dai suoi amici... La sua reazione è violenta: prende tante pillole colorate e finisce in ospedale, dove, in sei mesi, perde tutto il suo peso di troppo, diventando “normale.”
Quando rientra in casa e si guarda finalmente allo specchio, scoprendo una nuova sé, la verità si rivela: Amanda, ora dimagrita, altri non è se non... Annabella. L’amica di Annabella, la cicciona, è invece una persona immaginaria, creata dall’inconscio di Annabella/Amanda per non dimenticare chi era. O meglio, chi è: se sei cicciona, lo sei per sempre.
Dopo averlo perso e poi ritrovato, Annabella entra nel circo. Ma la vita all’inizio è dura, il lavoro faticoso e la relazione con gli altri difficile.
Rod, misterioso trapezista che al contempo attrae e spaventa Annabella, con il tempo dimostra di essere sensibile e dolce, anche
lui un’anima alla deriva. Diventano inseparabili, grazie a Rod Annabella viene accettata da tutti ed è introdotta al trapezio: mai avrebbe pensato che volare fosse così bello...
Annabella sembra finalmente serena, ma un giorno arriva una notizia ferale: il circo, dopo un lungo tour su è giù per l’Italia, sta per tornare nella città di Amanda. Deve fare i conti con il motivo per cui è scappata, e per cui la polizia la sta cercando, e poi con la cicciona. Sta cambiando, è sempre più scorbutica, gelosa. E pericolosa. Poi, ci sono da fare i conti con se stessa. Accettarsi per quello che è e capire che la vita può essere vissuta senza più doversi inventare amiche immaginarie o compiere vendette...

NOTE DI REGIA:
Il film è tratto dal libro di Amanda Davis “Wonder when you’ll miss me”, un romanzo di formazione che racconta le sfide dell’adolescenza tra bullismo, volontà di integrarsi e l’opposta urgenza di esprimere la propria individualità. Amanda Davis, nonostante la giovane età, era una scrittrice di rango, capace di trasmettere sentimenti autentici e di creare identificazioni forti con i suoi personaggi. Ciò che ho voluto mantenere nel film è proprio la disperata necessità della protagonista - tipica della sua età ed irripetibile nelle varie fasi della vita di ciascuno di noi - di farsi guidare dall’istinto e da un senso di libertà, procedendo per salti, spesso anche maldestri, alla ricerca del suo posto nel mondo. Mai come quando siamo adolescenti siamo mossi da questa forza vitale dirompente che deve in ogni modo esprimersi poiché, al contrario, finisce per divorarci e provocare sofferenza.
Mi chiedo quando ti mancherò è la storia di una ragazzina che con coraggio e tenacia, affronta la vita attraverso percorsi che possono apparire sconclusionati e caotici ma che la portano per tentativi a conoscere se stessa e a maturare fiducia nelle proprie capacità. Le sue debolezze sono il punto di partenza di una grande volontà, pura e sincera, che è molto lontana dalla passività in cui molti adulti si lasciano cadere. La sua storia è un bellissimo esempio di come sia possibile indirizzare in positivo la nostra vita; purtroppo spesso ce ne dimentichiamo e Amanda con la sua impellente volontà ce lo ricorda. Un tema narrativo potente e poetico legato fortemente alla presenza dell’alter ego della protagonista: il personaggio della Cicciona che è l’essenza surreale ma concreta della storia e rappresenta quel lato di noi che non si arrende, che non si chiede se va bene o no ma se ne frega e ci sprona a seguire la nostra natura nonostante tutto.
Al pubblico ho voluto raccontare una storia poetica e visionaria che ci ricorda l’importanza dei sogni, quelli che ci fanno volare in alto, al di sopra dei propri e degli altrui limiti. Per riuscire in questo, la regia è sempre stata funzionale alla sincerità della recitazione, alla ricerca di un’emozione spontanea e diretta, nel tentativo di riproporre quelle leggerezza ed ingenuità tipiche dell’adolescenza anche nella trattazione dei temi più difficili, che volutamente vengono lentamente abbandonati nel cammino verso un finale che è sì un punto di arrivo ma anche e soprattutto un punto di partenza.
Ho avvertito forte la necessità di raccontare gli ultimi che però ce la fanno, che non mollano mai, che, nonostante tutto, vanno avanti e lottano verso una meta tanto ambita quanto sconosciuta, perché anche se nessuno ce lo dice dentro di noi dobbiamo ricordare che una via c’è sempre e sta solo aspettando di essere trovata, con fiducia in noi stessi e nella vita.