Mon Clochard

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Mon Clochard

titolo originale:

Mon Clochard

sceneggiatura:

Marta Bedeschi

fotografia:

montaggio:

scenografia:

Giampietro Huber

produzione:

Articolture, Sayonara Film, Combo Cooperativa, Manufactoryproductions, in collaborazione con Noi Giovani, con il contributo di Emilia-Romagna Film Commission

paese:

Italia

anno:

2018

durata:

16'

formato:

colore

aspect ratio:

2.35:1

status:

Pronto (01/10/2018)

premi e festival:

  • Fiaticorti Film Festival 2018: Best Actor
  • River Film Festival 2019: Best Italian Short
  • IL Film Festival 2019: Best Short Film, Best Screenplay
  • Sardinia Film Festival 2019: Special Mention for Roberto Citran
  • Festival In... Corto 2019: Best Leading Actor
  • Sedicicorto International Film Festival 2018: Official Selection
  • Amarcort Film Festival 2018: Official Selection
  • Dieciminuti Film Festival 2019: Official Selection
  • Visioni Italiane 2019: Official Selection
  • Indie Cyprus Short Film Festival 2019: Official Selection
  • La Biennale Del Corto 2019: Official Selection
  • Olbia Film Network Short Film Market 2019
  • Fotogramma D'oro Short Film Festival 2019: Official Selection
  • Capodarco L’Altro Festival – Premio l’Anello debole 2019: Official Selection
  • Pazmany Film Festival 2019: Official Selection
  • CinemadaMare 2019: Official Selection
  • Amicorti 2019: Official Selection
  • Periferia dell'impero Film Festival 2019: Official Selection
  • Italian Movie Award 2019: Official Selection
  • Corto di sera 2019: Official Selection
  • Terra di Tutti Film Festival 2019: Official Selection
  • Ravenna Nightmare Film Fest 2019: Showcase Emilia Romagna
  • Lecco Cineincittà 2019: Official Selection
  • AMA - Asti Movie Awards 2019: Official Selection
  • Premio Emanuele Luzzati 2019: Official Selection
  • Faludi Film Festival 2019: Out of competition

Davide è un insegnante frustrato e abitudinario che vive con la moglie e il figlio in un tranquillo condominio di periferia, la cui vita è fatta di giorni tutti uguali.
Quando un misterioso clochard viene accolto nel cortile del condominio da uno dei vicini di Davide, gli altri condomini cominciano a prendersi cura in ogni modo dell’uomo, che senza dire una parola sembra instillare in loro qualcosa che a somiglia molto alla vera felicità. In tutti ma non in Davide, che, troppo attaccato alle sue misere abitudini, diffida di lui e inizia a covare un odio crescente, fino a cercare di sbarazzarsene, ma invano.
Quando la battaglia sembra ormai persa, tuttavia, la scomparsa improvvisa del clochard avrà effetti inaspettati.

NOTE DI REGIA:
Davide Mandelli abita in periferia, in un classico condominio, da cui esce fisicamente per far la spesa e andare al lavoro, ma in realtà è intrappolato all’interno di quel microcosmo. Vediamo evolvere questa sensazione claustrofobica parallelamente alla sua ossessione. Quando fa la sua comparsa il clochard, accolto con amore inspiegabile dagli altri condomini, realtà e finzione si mescolano: come possono i vicini far entrare uno sconosciuto in casa? Sono forse sotto l’influenza di un qualche incantesimo?
La solitudine è un’altra protagonista della storia; il senzatetto trovato dai vicini davanti al condominio è avvolto dalla solitudine, ma il nostro protagonista lo è ancora di più. Davide si accorgerà troppo tardi di non essere mai stato cosi vicino al non essere solo con l’arrivo del clochard. La sua anonima vita, che scorreva quotidiana¬mente senza troppe difficoltà, non potrà più tornare come prima. Gli stati d’animo sembrano paradossalmente rovesciati: la rabbia che Davide prova per il senzatetto è essenzialmente “positiva”; è un’emozione autentica che infatti lo porterà alla comprensione. L’amore idealizzato ma magico dei vicini lo percepisco “negativo”: è un sentimento effimero. Il punto di vista privilegiato sarà sempre quello di Davide; il nostro protagonista è ossessionato e noi cercheremo di sviscerare questa fissazione, saremo quindi sempre al suo fianco. Non mi interessa descrivere gli avvenimenti della storia come un passante che casualmente si trova di fronte al condominio, lo spettatore si trova all’interno. Ed ecco che le situazioni che ad un occhio distratto ed esterno potrebbero sembrano assurde diventano per noi, e viceversa, la normalità, anche se straniante.