Conversazione privata

vedi anche

sito ufficiale

Trailer

clicca sulle immagini per scaricare le foto in alta risoluzione

Conversazione privata

titolo originale:

Conversazione privata

titolo internazionale:

I Will Survive

cast:

Ilaria Spera, Antonio D’Emilio, Fabrizio Eleuterio, Andrea Di Luigi

fotografia:

Angelo Coli

montaggio:

Cristina Di Lorito

scenografia:

Riccardo Frascarella

costumi:

Francesca Cilli

musica:

Fabio D’Onofrio

paese:

Italia

anno:

2018

durata:

20'

formato:

colore

aspect ratio:

2.35:1

status:

Pronto (13/11/2018)

premi e festival:

Jenny, una giovane regista e attrice teatrale, sta per esordire con la sua opera prima, un testo molto personale sulla fine di una storia d’amore travagliata. Presente e passato, immaginazione e realtà, accompagneranno Jenny durante lo spettacolo.

NOTE DI REGIA:
L’idea alla base della sceneggiatura di “Conversazione Privata” prende spunto inizialmente dal testo del celebre brano di Gloria Gaynor “I Will Survive” e dall’atmosfera suggestiva che trasmette un teatro vuoto. Mescolando questi due punti di partenza, e con il lavoro creativo di Nausicaa di Benedetto, si è poi arrivati alla sceneggiatura finale del corto (molto lontana da quelli che sono stati gli spunti iniziali) prendendo sempre più la forma di una storia di rinascita. Una storia in cui la protagonista, Jenny, non riesce a vivere la sua vita pienamente a causa dei fantasmi del suo passato e solo grazie ad un faticoso atto di forza riesce a scrollarsi questo peso e prendere finalmente e liberamente decisioni sulla sua vita presente e futura. Ci rendevamo conto, durante la scrittura, dell’universalità della storia.
Tutti noi siamo infatti condizionati dalle esperienze negative del nostro passato, e queste esperienze ci frenano nelle nostre scelte future. Abbiamo paura di sbagliare di nuovo e rinunciamo, non ci proviamo nemmeno. Jenny ci fa vedere che, anche se difficile, bisogna crederci e provarci, sempre. La storia ha pochissimo di autobiografico se non proprio questo sentimento di rischiare, di provare, di non accontentarsi. Quando avevo poco più di 20 anni, in un momento di utopico romanticismo, decisi, da quel momento in poi, che avrei provato a fare ciò che volevo, come volevo e quando volevo. Sicuramente non è stato sempre così, si fanno anche dei compromessi, ma le cose migliori della vita mi sono capitate quando ho agito in quel modo, quando mi scrollavo da tutti i pregiudizi e non consideravo gli ostacoli alla mia meta. Spero che questo film, anche se corto, riesca a trasmettere questo messaggio, o meglio questo punto di vista.
La storia di Jenny è una storia intima e personale, poteva essere raccontata in migliaia di modi, ma abbiamo deciso di farlo in grande; essendo un film, abbiamo cercato di spettacolarizzare le emozioni della protagonista. Per questo, il momento della nuova presa di coscienza di Jenny non avviene in un posto silenzioso e isolato con lei immersa nei suoi pensieri, ma avviene davanti ad una platea piena di spettatori che applaude alla riuscita del suo primo spettacolo teatrale.