The Echo Chamber

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The Echo Chamber

The Echo Chamber

Una storia d’amore in cui i confini tra presenza e assenza, cura e dipendenza, desiderio e controllo si confondono fino a dissolversi. Leo e Anne si inseguono, si sfiorano, si perdono, si cercano. Non riescono a lasciarsi né a liberarsi. Tra le stanze risuona la voce di Ava che attraversa il tempo e lascia affiorare ciò che resiste, o che non può più essere trattenuto.

NOTE DI REGIA:
È la prima volta che dirigo un film tratto da una sceneggiatura che non ho ideato personalmente. Questa distanza mi ha consentito di avvicinarmi, in modo nuovo, a temi che mi affascinano da molto tempo: il fragile e spesso impercettibile confine tra intimità e dipendenza, affetto e ossessione, cura e controllo.
Al centro del film c’è una storia d’amore in cui l’amore è inseparabile dalla sofferenza – dove il dolore emotivo e il dolore fisico distorcono il modo in cui viene cercata l’intimità e la tenerezza può lentamente trasformarsi in controllo e possesso.
Al di là della sua dimensione intima, il film affronta una condizione universale: il modo in cui spesso ci aggrappiamo proprio alle cose che ci impediscono di andare avanti. The Echo Chamber parla delle tracce che le persone lasciano le une nelle altre – ricordi, ferite, desideri, dipendenze – e del modo in cui le relazioni possono diventare spazi sia di rifugio sia di prigionia. I personaggi ripetono gli stessi schemi emotivi, alla ricerca di una connessione che al tempo stesso temono, manipolandosi a vicenda per evitare di confrontarsi con la propria solitudine.