Da Teletorre19 è tutto!

titolo originale:

Da Teletorre19 è tutto!

regia di:

sceneggiatura:

Vito Palmieri, Sofia Assirelli

fotografia:

montaggio:

produzione:

Articolture, con il contributo del MiBACT, con la partnership di Circolo Arci La Fattoria, con il sostegno di Fondazione Apulia Film Commission

paese:

Italia

anno:

2018

durata:

15'

formato:

colore

status:

Pronto (01/12/2018)

premi e festival:

  • Italian Film Festival USA 2020: Shorts at Home
  • Nòt Film Fest 2019: Best Documentary
  • Fluvione Film Festival 2019: Best Documentary
  • ZeroTrenta CortoFilm Festival 2019: "Giralibri"Award
  • Fuori Mercato Como Independent Film Festival 2019: Official Selection
  • Sardinia Film Festival 2019: Official Selection
  • Videoconcorso Pasinetti 2019: Official Selection
  • Sedicicorto Film Festival 2019: Official Selection
  • Picentia Short Film Festival 2019: Official Selection
  • PerSo Film Festival 2019: Official Selection
  • Reggio Film Festival 2019: Official Selection
  • Ce L'ho Corto Film Festival 2019: Official Selection

Teletorre19 è la prima e unica televisione condominiale d’Italia. Dal 2001 trasmette a circuito chiuso programmi inventati e realizzati dai condomini esclusivamente per gli altri condomini. Telegiornali, rubriche di cucina, storia, religione, talk show, film, serie e telequiz, oltre alla celebrazione dei compleanni e degli anniversari di matrimonio di tutti i condomini: la programmazione di Teletorre19 non si è fatta mancare niente.
La Torre 19 non è un residence di lusso, ma un condominio popolare di 18 piani (più tre – con piano terra, seminterrato e terrazzo) che svetta accanto a un’altra torre omologa nel quartiere Pilastro di Bologna. Quello nato negli anni Sessanta per accogliere le ondate d’immigrati dal Sud, e che è stato subito etichettato come “il Bronx” di Bologna, ma anche uno dei quartieri in cui maggiore l’impegno e la partecipazione dei cittadini per la riqualificazione degli spazi e
l’organizzazione di attività aggregative. È il quartiere della Uno bianca, ma anche quello immortalato nel videoclip cult di “Serenata Rap” del 1994, in cui Jovanotti canta, seduto su un ponteggio, sospeso tra i grattacieli Affacciati alla finestra amore mio.
Non è dunque un caso che proprio in questo quartiere la Torre 19 sia da sempre un condominio autogestito. L’amministrazione, la manutenzione del verde e degli spazi comuni e le attività ricreative sono sempre state gestite esclusivamente dai condomini, in tutto 72 famiglie, che hanno saputo sfruttare l’occasione con grande creatività.
Tanto che si sono inventati persino una televisione. Dal 2001 gli inquilini della torre, seguendo l’iniziativa e la guida dell’inquilino pensionato del quindicesimo piano Gabriele Grandi, hanno inventato una miriade di programmi pensati dalla loro piccola comunità per la loro
piccola comunità, molto in anticipo sui tempi del cosiddetto “storytelling delle periferie”. Soprattutto l’hanno fatto in modo spontaneo e completamente autonomo. “Periferia” significa letteralmente essere ai margini, geografici, economici, sociali, di qualcosa di più grande: Teletorre19 nel suo piccolo ha completamente ribaltato questa prospettiva, mettendo un condominio di periferia al centro delle storie e degli sguardi degli altri.
Tuttavia le cose cambiano, e sempre più in fretta. Dopo diciassette anni di piccola, grande televisione, si registra un fisiologico calo – crollo? - degli ascolti. Teletorre19, come ogni televisione che si rispetti, deve preoccuparsi del suo share e trovare un’idea per riconquistare il proprio pubblico. Oppure valutare se evolvere in qualcosa di nuovo.