C.L.A.B.

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C.L.A.B.

C.L.A.B.

titolo originale:

C.L.A.B.

cast:

Mauro Pacenti, Serena Debianchi, Gianfranco Giglio, Alessandro Tramontana, Giovanni Pescetti

sceneggiatura:

scenografia:

produzione:

ACSD ArteInMovimento, AC SystemOut

paese:

Italia

anno:

2019

durata:

84'

formato:

DCP - colore

status:

Pronto (08/11/2019)

In un'intera notte si consuma la vendetta di un uomo al quale anni prima hanno ucciso la compagna.
C.L.A.B. è l'acronimo di Calm like a bomb. Si tratta di un film sperimentale di 84' senza alcun dialogo. Una spirale di violenza inaudita che non lascia spazio ai dialoghi. Gli unici riferimenti sono un uomo, la sua donna, tre balordi e i suoni distorti di una metropoli fatiscente.
Lo Zieske club è il luogo di ritrovo dei tre balordi che, quasi tutte le notti, vi entra per dare sfogo a vizi e perversioni. Ma un uomo li pedina ormai da tempo e sta per fare il suo ingresso nel locale notturno.

NOTE DI REGIA:
Il film nasce dalla precisa volontà di sperimentare con gli attori e con le immagini. In una fase della mia vita in cui provo livore nei confronti dei dialoghi ho deciso di partire da un contesto ben preciso, quello del locale notturno in cui i tre balordi si ritrovano come da consuetudine, e di costruirci intorno la storia.
Nasce così C.L.A.B., senza una sceneggiatura scritta e tantomeno un soggetto. Un processo creativo poco
ortodosso che si ripete. Anche “IRA”, il mio precedente film, è nato senza una sceneggiatura.
Mi sono “limitato” a prendere tre attori dalla strada, senza alcuna esperienza, e a collocarli all'interno di questo privé con alcune ballerine per qualche giorno. Li ho filmati di continuo, senza pause. Ho chiesto loro di essere naturali e di divertirsi ma soprattutto di limitarsi all'uso dell'espressività senza ricorrere al dialogo. All'inizio è stato un po' complicato poiché l'essere umano comincia letteralmente a vacillare nel momento in cui non può comunicare con la parola. In questo contesto gli unici suoni erano quelli assordanti del locale. Non volevo ci fossero altre contaminazioni.
Questo esperimento è durato qualche giorno. I tre attori, col trascorrere delle ore, si sono adeguati
all'atmosfera e hanno pensato solo a divertirsi. Il risultato è stato straordinario. Hanno fatto emergere caratteristiche psicologiche molto diverse tra loro. Sulla base di queste loro caratteristiche ho cominciato a fornire loro nuove circostanze e nuovi aspetti che volevo emergessero. Volevo diventassero dei veri e propri “balordi” della società. Tutto è avvenuto in tempo reale, sul set. Tantissima improvvisazione da parte mia e tantissime ore di girato.
Grazie a questa prima fase ho cominciato ad avere le idee più chiare e, di conseguenza, a strutturare la storia di C.L.A.B.
C'erano i “balordi” a rappresentare il male, e ci doveva essere a questo punto un evento che enfatizzasse questo loro stile di vita. Da qui la decisione di inserire il bene, impersonato da una ragazza che i tre incontrano sulla Metro. La pedinano fino a importunarla, violentarla ed ucciderla.
A questo punto il male si era concretizzato, ma non volevo che prevalesse sul bene. Assolutamente NO!
Ho deciso infatti di identificare nel protagonista un vero e proprio giustiziere metropolitano che
vendicasse la morte di questa ragazza. Il ragazzo, dalla chioma fluente, vaga per la città e, sembrerebbe farlo senza uno scopo preciso. Questo è però solo quello che emerge all'inizio del film perchè strada
facendo comprendiamo che lui sà assolutamente ciò che vuole e quello che farà. Ovvero compiere la sua
vendetta. Sua personale, poiché lei, la ragazza uccisa, era la sua compagna.
Il film alterna il presente e il passato della vicenda, attraverso l'uso del montaggio alternato, serrato e frenetico nel tentativo di destabilizzare lo spettatore che sarà messo a dura prova sin dai primi minuti, non appena si renderà conto di avere a che fare con un film senza dialoghi e senza riferimenti classici.