Verso la notte

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Verso la notte

Verso la notte

titolo originale:

Verso la notte

titolo internazionale:

Toward the night

cast:

Duné Medros, Paola Toscano, Alireza Garshasbi, Mohammad Hassan Zadeh, Keivan Abivar, Giorgio Magliulo, Gaetano Massaro, Jonathan Hedley, Luca Pellegrini, Mario Barletta

sceneggiatura:

montaggio:

Keivan Abivar

scenografia:

Cecilia Ceccarelli, Ida Beyti

costumi:

Erminia Melato

musica:

Giuseppe Bonafine

paese:

Italia

anno:

2020

durata:

97'

formato:

colore

status:

Pronto (01/06/2020)

premi e festival:

Maryam, una ragazza iraniana di 25 anni, vive a Roma e sta facendo un documentario su Anna, una donna di 40 anni che vive per strada, e che ha colpito Maryam per il suo modo di parlare per visioni e presagi, ed anche per l'eleganza di modi che stride con la sua condizione. Il produttore del documentario le presenta Hesam, un ragazzo di 27 anni, anche lui iraniano, e i due iniziano a lavorare insieme. Si innamorano e lui va a vivere nel piccolo monolocale di lei.
Sono due anime che si sono ritrovate, che si sono riconosciute e che si sono consegnate l'una all'altra... Ma il senso di appartenersi diventa, dopo non molto tempo, un confine scomodo... E forse nelle ragioni e nei deliri di Anna, Hesam e Maryam possono trovare delle risposte per la loro vita.

NOTE DI REGIA:
Si inizia una strada intravvedendo un punto d'arrivo. E come un miracolo si accoglie la felicità. Maryam e Hesam si perdono l'uno nell'altro, nel piacere dell'amore e nella prospettiva di una completezza che dovrebbe essere il senso stesso dell'unione d'anime e di corpi. Ma come per una legge ineludibile della causalità ad ogni felicità corrisponde una paura che ne mina l'esistenza... la paura di perdersi e di perdere tutto. E allora l'essenza è forse nel lasciarsi andare... la condizione di erranza di Anna ne è testimone... ed il mistero che lei si porta dietro e che Hesam e Maryam indagano è forse proprio il mistero dell'essenza. Verso la notte, come attuazione di un presagio, è la storia di un amore autentico, tra Hesam e Maryam, ma è anche la storia della rovina... o meglio, è un'indagine sulle impercettibili sfumature delle parole, dei gesti e dei silenzi, che nella storia raccontano le insicurezze dell'animo fragile ed instabile dei protagonisti, e sulla forza necessaria per trascinarsi tra le macerie ed afferrare, prima della fine, il senso residuo dell'esistenza, quella sfumatura che una volta intravista farà dire ad Anna: “Ah, ecco cosa mi mancava” e darle la serenità... Tutto gira attorno ad un documentario, quello sulla vita di Anna, e del documentario si mantengono ritmi, toni ed atmosfere nell'intero film, a rimarcare la continuità tra ciò che i ragazzi indagano e la loro stessa vita. E quindi... una macchina viva, a spalla, vicina agli attori, che li segue e li racconta nella loro verità, è la cifra stilistica delle riprese, sostenute da una fotografia cruda, di contrasti, di luci ed ombre marcate... Una voce narrante, quella di Hesam che racconta a Mehran com'è arrivato alla rovina, o all'illuminazione, e a voler vivere in un parco della periferia di Roma... un montaggio attento alle ansie, ma anche alle necessità dell'attesa e dei suoi tempi, ed ai tempi della poesia e del silenzio... Scenografie, costumi, trucchi espressivi ed evocativi nelle scelte stilistiche e cromatiche ma vissuti e reali... e una musica che sottolinei le atmosfere e le emozioni con discrezione... tutte le componenti estetiche al servizio di una riproposizione autentica, da parte degli attori, delle vicende dei personaggi.