titolo originale:
Casa occupata
titolo internazionale:
The Whisperer
regia di:
cast:
sceneggiatura:
fotografia:
Roberto Mazzoni
montaggio:
musica:
Glasbird, Petrolio, Andrea Balzani
produttore:
paese:
Italia
anno:
2021
durata:
71'
formato:
colore
uscito il:
29/01/2022
premi e festival:
Una grande stanza, un pianista solitario, una misteriosa presenza e il mondo fuori, entro strade solitarie, attorno a una piscina, lungo un fiume, sempre lei, ancora lei.
Vacui ricordi di una storia d’amore. Un assiduo gioco di specchi attende l’uomo, specie da quando bussa alla sua porta una strana donna fin troppo somigliante all’anima che dimora nella sua casa.
NOTE DI REGIA:
Una grande stanza, un pianoforte, un aspirante pianista, isolatosi in casa, recluso volontario dal caos della socialità, il fantasma di una donna ancora innamorata, i resti di quello che in vita era il suo amore, un amore dell’anima. Poche dense scene scandiscono il tempo, un tempo racchiuso nel tempio del sogno, nell’arco di circa 77 ore magicamente sospese tra illusione e verità, secondo una cifra stilistica costantemente in bilico tra reale e surreale. Un’opera poetica dalla struttura linearmente intellegibile che si rifà all’immaginario dei film gotico-romantici, della vita oltre la morte e dell’amore oltre ogni concreto ostacolo al vivere, con al centro il suo indissolubile mistero e la caducità dell’amore terreno, il senso di appartenenza alla propria dimora e il desiderio di evadere dagli attanaglianti ricordi del passato che ti legano ancora al presente, alla tua dimora, ai tuoi spazi, e che non ti permettono di evolvere più di tanto, perché qualcosa è rimasto in sospeso con quel passato e con quel tenero amore. Un giallo sentimentale costruito come una palpitante ballata d’amore, tra situazioni oscure e abbaglianti lampi di luce. Un gioco di specchi dove il tema del doppio, da metà film, scombina le coordinate emotive in gioco. Una donna comprensiva con la quale condividere la credenza nel soprannaturale come ipotetica via di fuga dal passato e da quella stessa presenza e l’impossibilità di poterne fare a meno. Una presenza femminile che rappresentando la lussuria, l’attaccamento alla materialità della vita terrena, funge da figura premonitrice nei sogni del protagonista. La reiterazione degli atti quotidiani sospesi e mancati caratterizza il presente dell’uomo. E se la costituzione della ballata al pianoforte mancata potesse compiersi soltanto con l’unione delle anime di un uomo e una donna che in vita hanno sfidato la sofferenza per il terrore di adempiere all’idea di quell’amore a distanza? Sono affascinato da tanti generi cinematografici e l’idea di mescolarne diversi in un unico film m’intriga assai. In Casa Occupata è stato automatico unire la forza di una storia d’amore - che secondo l’accezione del gotico sfida le leggi della natura per potersi compiere, nonostante l’ostacolo rappresentato dall’intrusa, figura gemellare che proprio per via della somiglianza con lo spirito costantemente vicino all’uomo nella casa - con il thriller, associato all’imprevisto dell’inattesa entrata in campo della suddetta figura, e con l’essenza del melodramma, senza la retorica gonfia degli eccessi tipici del classico: intensità nella rappresentazione dei sentimenti, senza enfasi.