Ezio Gribaudo - La bellezza ci salverà

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Ezio Gribaudo - La bellezza ci salverà

Ezio Gribaudo - La bellezza ci salverà

titolo originale:

Ezio Gribaudo - La bellezza ci salverà

titolo internazionale:

Ezio Gribaudo - Beauty Will Save Us

regia di:

musica:

Enrico Santangelo, Stefano Palmosi

produzione:

paese:

Italia

anno:

2020

durata:

85'

formato:

colore

status:

Pronto (11/12/2020)

premi e festival:

Da quando era appena ventenne, al lavoro artistico ha affiancato il lavoro di editore realizzando più di ottanta monografie sulle massime realizzazioni dell’arte novecentesca. Ha dato vita a un’editoria di significativa rilevanza offrendo per la prima volta a un ampio pubblico di lettori, assetato di vita dopo anni di intorpidimento culturale, un’apertura sulle più importanti avanguardie artistiche. Ha contributo a divulgare all’estero l’eccellenza italiana, bussando alla porta di Abrahams a New York per proporgli la pubblicazione del primo libro sul Museo Egizio, un capolavoro tipografico che affonda le sue radici nel miglior savoir faire italiano di tradizione rinascimentale. Tutti gli artisti più importanti volevano far parte della sua collezione: Chagall, Miró, Moore, Max Ernst, Kandinsky, Bacon, de Chirico, Fontana e molti altri. In poche pennellate ci trasporta nel carosello dei suoi incontri e fa palpitare ricordi fulminanti.
Ha partecipato a stagioni irripetibili: nel 1967, la realizzazione del grande murale Cuba Colectiva a L’Avana; in un celebre viaggio a New York con Fontana nel 1961 è andato alla ricerca del cuore pulsante dell’action painting; a Tokyo ha incontrato Gutai. La sua Globale immersione nel mondo degli Artisti passa anche dall’assistere a una finale di Wimbledon con H. Moore e dal lieve rimpianto quando ci confessa di aver incontrato Picasso troppo giovane per poter apprezzare a pieno la levatura del gigante che aveva la fortuna di trovarsi di fronte. Si è consumato gli occhi vedendo tanta bellezza e scoprendo per il mondo paesaggi a stento immaginabili in sogno.
A passeggio per Torino, scolpisce il ritratto veemente di una città gretta e prona al potere, con cui non ha voluto identificarsi; lo seguiamo a Moncalieri e assistiamo insieme a lui allo svelamento del suo ultimo, recentissimo lavoro: un dinosauro inciso sulla fiancata di uno splendido prototipo di Giugiaro, in bianco su bianco. Si infiamma contro la paradossale retorica del brutto che informa tanta arte contemporanea ed esalta la funzione salvifica della bellezza. Ci assicura che l’avvenire è ancora carico di promesse.
Nel susseguirsi di racconti ed aneddoti, Gribaudo in più momenti racconta e sottolinea un suo particolare legame con la città di Milano. Qui da giovane studente si trasferì per diplomarsi all’Accademia di Brera, preferendola all’Accademia Albertina di Torino, poiché affascinato e incuriosito dai grandi personaggi che la frequentavano e che vi insegnavano. Da questo periodo nascono le frequentazioni con gli artisti, i critici ed i galleristi del Capoluogo meneghino, alcuni dei quali si rivelarono poi tra i più forti rapporti umani ed artistici di Gribaudo, come quello con il grande Lucio Fontana.
Davanti ai nostri occhi sfila così la vicenda singolare di un artista che ha saputo plasmare la sua vita sulla propria vocazione, ampliando in modo sorprendente i propri confini e la propria possibilità di fare esperienza del mondo. Con la visione di questo documentario, l’eredità di Gribaudo è nelle nostre mani: l’esempio luminoso di una vita costantemente orientata su ciò che veramente la animava, la capacità di infonderle di continuo nuova linfa vitale, e di offrirle così il suo senso più pieno.