Umberto B.

titolo originale:

Umberto B.

produzione:

Eie Film, con il contributo del Ministero della Cultura, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte

paese:

Italia

anno:

2022

formato:

colore

status:

In sviluppo/preparazione (10/01/2021)


La mattina dell’11 marzo del 2004 cominciano a girare le prime notizie di un terribile attentato terroristico di matrice islamica che ha colpito la stazione dei treni di Madrid. È la seconda volta nel giro di pochi anni che immagini di questa potenza irrompono nel nostro mondo, mozzando il fiato, sospendendo, anche solo per pochi istanti, il contatto con la realtà conosciuta, confondendo sentimenti e idee in un grumo quasi inestricabile.
Quel pomeriggio, tra le storie che diventano parte della cronaca, ne spunta un’altra. Umberto Bossi, il fondatore e leader della Lega Nord si è sentito male, colpito improvvisamente da un ictus. Questa vicenda – che ha colore e tono diversi ma non per questo è meno umana – ha modificato il volto del nostro Paese e quello di un uomo, deviando il corso di un partito politico vitale e controverso, che ha condizionato oltre dieci anni di governo.
Eppure Umberto Bossi ha iniziato a fare politica all’alba dei quarant’anni e quasi per scherzo.
Fin da ragazzo cercava di spiccare il volo dalla tanto amata, ma anche soffocante Padania e per farlo si era reinventato più volte. Bossi-cantante, Bossi-medico e Bossi-poeta sono alcuni esempi della sua inesauribile personalità. Ha sempre cercato di emergere e quando nel 1987 viene eletto Senatùr, capisce di aver trovato la sue strada. Da quel momento, veste i panni di un solo e potente personaggio: Bossi-politico, che affina replica dopo replica fino a scomparire nel suo stesso ruolo.
Umberto B. proverà a mettere in crisi questo ruolo, facendo interpretare Bossi a tanti attori diversi in una fitta prospettiva di rilanci tra finzione e realtà.
Nel teatro di posa in cui si svolgono le audizioni si presenterà un manipolo di attori non professionisti o poco noti, ma anche attori più affermati. E ognuno di loro sarà chiamato a misurarsi con brani dell’autobiografia di Bossi – Vento dal Nord di Daniele Vimercati. Il coro dei provinanti metterà quindi in scena i comizi più travolgenti e gli interventi pubblici più significativi di Bossi, tracciando a poco a poco l’intero arco della sua vita.
Ma rievocare la parabola politica e umana di Bossi significa rievocare un mondo quasi del tutto scomparso, ma ancora battagliero. Una dimensione dinamica e scorretta, cialtrona e passionale, inquietante e spassosa. Per questo, accanto alle scene di finzione scorreranno il materiale di repertorio e le voci e i volti di chi ha seguito e conosce Bossi da sempre: Giuseppe Leoni, Roberto Maroni, Roberto Castelli, Alessandro Patelli e tanti altri – leghisti e non – che serviranno come termine di confronto tra le performance dei finti-Bossi e la realtà.
Infine, ad aiutarci nella ricostruzione di questo desolante e tragicomico quadro – che ben si adatterebbe al soggetto di un film postumo di Monicelli – nella seconda parte del film entrerà Bossi stesso, quello vero. Il quale, nonostante tutto, continua il suo eterno pendolarismo tra la Padania e una Roma che da ladrona è diventata culla dei suoi ricordi.
Questo affresco a più voci ci fornirà una personale versione della multiforme personalità di Bossi, portandoci nell’inesplorato e intimo territorio di una vita scomoda e affascinante, vissuta pericolosamente, contro il buon senso, la morale comune e il rispetto delle regole. Una vita funambolica e rapace, talmente potente da essere diventata un archetipo populista che si riverbera oggi nella scena politica italiana e internazionale.

NOTE DI REGIA:
La prepotente ascesa di Umberto Bossi - frutto di un’ambizione sfrenata - il potere, la malattia, la deriva improvvisa, l’amore per il figlio vitellone che lo farà crollare, sono i frammenti di una storia che ha il sapore del grande racconto classico, un’epopea che si porta dentro i topos della nostra tradizione narrativa più nobile, da Shakespeare a Paul Thomas Anderson. Noi la raccontiamo esattamente come ce la consegnano le cronache, ma con una scelta di linguaggio che ci consente di reinterpretarla in una chiave personale e originale.
Nel nostro film, infatti, Bossi è raccontato da un coro di attori che, su un livello narrativo parallelo e organico a quello principale, sono impegnati nel provino per il ruolo principale, quello di Bossi stesso, in un biopic televisivo in preparazione intitolato Il Senatùr. Misurandosi con Bossi, gli aspiranti interpreti raccontano, un pezzetto dopo l’altro, tutta la sua vita.