Peripheric Love

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Peripheric Love

Peripheric Love

titolo originale:

Peripheric Love

regia di:

sceneggiatura:

fotografia:

montaggio:

Jean Reusser

scenografia:

Michael Baumgartner

costumi:

Linda Harper

musica:

Fabio Friedli

produzione:

Dschoint Ventschr, CDV Casa delle Visioni, con il sostegno di Swiss Federal Office of Culture, Film Commission Torino Piemonte

paese:

Svizzera/Italia

anno:

2022

durata:

90'

formato:

colore

status:

In postproduzione (20/11/2021)

Maria è una giovane donna peruviana, che lavora come babysitter presso una famiglia di industriali torinesi. È sposata con Giorgio, 40enne che fa il guardiano presso la fabbrica di proprietà di quella stessa famiglia. Giorgio ama intensamente Maria, ma con profondo rammarico della moglie non riesce ad avere figli, perché è accertata la sua sterilità. Da qualche tempo però Maria ha frequenti mancamenti, debolezze, e si rivolge quindi alla sua dottoressa per capire cosa c’è che non va. È così che con grande incredulità scopre di essere incinta. Maria accoglie l’inattesa gravidanza con gioia ma anche con molta angoscia: cosa penserà Giorgio, il marito, che è convinto di non potere avere figli? Come fare a dirglielo?  
Maria decide quindi di aspettare prima di parlarne a Giorgio, temendo che la sua reazione possa mettere fine alla loro storia d’amore.  La coppia cade quindi in un silenzio pieno di imbarazzo che allontana progressivamente uno dall’altra.  Maria allora cerca conforto nella chiesa che frequenta e lì incontra Salvatore, un giovane e brillante sacerdote affascinato dalla fresca semplicità della donna e dal “miracolo” della sua gravidanza.
Giorgio da parte sua è preoccupato per i licenziamenti crescenti che avvengono in fabbrica, dove assiste alle ambigue manovre con cui la proprietà cerca di dissimulare un fallimento di fatto. Da parte sua Maria è testimone delle tensioni che esplodono sempre più frequentemente nella coppia da cui lavora, in parte determinate dalla gestione della crisi nella fabbrica, e si accorge che la sua padrona diventa sempre più gelosa dell’attaccamento che il figlio di sette anni sviluppa nei suoi confronti. Giorgio e Maria sentono quindi entrambi minacciato il loro posto di lavoro e un senso di incertezza incomincia ad avvolgere la loro visione del futuro.  Solo e confuso, Giorgio incontra Arlette, una transessuale che si prostituisce nei dintorni della fabbrica dove lavora. Inizialmente lui respinge rudemente la simpatia affettuosa che Arlette esprime nei suoi confronti ma a poco a poco vede in lei l’unica persona che sia in grado di capirlo.
Il giorno  che Maria  chiede a Giorgio di rifare un’altra volta il test di fertilità lui, colpito nell’orgoglio e offeso, si allontana da lei e riprende a bere, un vecchio vizio che proprio grazie a Maria sembrava avesse superato.  Incapaci di ritrovare uno spazio di relazione, i coniugi si evitano e si avvicinano sempre più ai loro nuovi confidenti. Ma si amano profondamente e questo per un po’ li porta a ritrovare una loro armonia. Maria studia il momento giusto per dargli la notizia, cercando di fargli capire che forse non si è sterili per sempre. Giorgio resiste alla voglia di bere, pur convinto ormai che lei gli nasconda qualcosa. Quando per caso trova i documenti medici che testimoniano che lei è incinta, crolla e soccombe ai propri demoni. Dopo una notte di vagabondaggio, ubriaco e con i nervi a fior di pelle, torna a casa furioso, dà a Maria della poco di buono e la caccia di casa. Maria cerca allora rifugio da Salvatore mentre Giorgio raggiunge Arlette. Lontani l'uno dall'altra sono spinti affettuosamente dai loro confidenti a vedere le cose come sono. Arlette mette in evidenza la straordinarietà di quello che sta accadendo a Maria, Salvatore il fatto che ogni bimbo in arrivo è in fondo un miracolo e non c’è da troppo da chiedersi come e perché.  Rasserenata Maria torna a casa e trova Giorgio che la sta aspettando, deciso ad abbandonarsi al suo amore per lei e ad accettare la paternità.