Distanza zero

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Distanza zero

titolo originale:

Distanza zero

regia di:

sceneggiatura:

Claudio Romanazzi

fotografia:

montaggio:

Claudia Di Fonzo

scenografia:

Alessandra Crinò

produttore:

paese:

Italia

anno:

2020

durata:

7'

formato:

colore

status:

Pronto (01/11/2020)

premi e festival:

  • Festival Tulipani di Seta Nera 2020: Fuori Concorso
  • Castiglioni Film Festival 2021: In Concorso
  • Safiter 2021.

Dario, venti anni, è un rider per un servizio di food delivery.
Ogni giorno macina chilometri in giro per la città in sella alla bicicletta, non sempre nelle migliori condizioni: l’asfalto di alcune strade è in condizioni pessime, l’illuminazione è insufficiente per potersi muovere con sicurezza e i guidatori di auto sono spesso un pericolo per i ciclisti.
Pedalando in giro per la città un giorno nota il chiosco di un fioraio dove lavora una ragazza. Subito rapito dalla bellezza della ragazza accosta e fa la sua conoscenza. Lei si chiama Sara, ha la sua stessa età e il colpo di fulmine è reciproco. Lei regala a Dario un mazzo di fiori invitandolo a tornare a trovarla.
Così nasce una frequentazione tra i due ragazzi, mentre il lavoro di Dario continua. Pochi clienti gli lasciano una mancia, la maggior parte ritira l’ordine e si chiude la porta alle spalle senza neanche salutare.
Stanco dalle condizioni di lavoro e dal rischio che corre ogni giorno, Dario decide di smettere di lavorare come rider. L’ultimo giorno di consegne, una notte di pioggia tempestosa e su una strada poco illuminata, poche ore prima di rivedere Sara per una cena insieme, la bicicletta finisce in una grande pozzanghera profonda sull’asfalto. Dario cade rovinosamente sull’asfalto e muore.
Sul luogo dell’incidente dei fiori ricordano la vita del giovanissimo ragazzo.


NOTE DI REGIA:
In Italia ci sono più di diecimila rider, i servizi di consegna a domicilio sono sempre più diffusi (Just Eat, Deliveroo, Zomato, Foodora e Glovo) ma le tutele che vengono assicurate ai lavoratori sono minime e assolutamente insufficienti. Nel 2018 ci sono stati ben quattro decessi (uno proprio nel capoluogo pugliese) e decine di feriti gravi. Ad aggravare la situazione si aggiunge una considerevole pressione psicologica e competizione interna tra i rider per assicurarsi delle entrate sicure. Entrate che, molto spesso, sono assolutamente esigue (in alcune zone d’Italia la tariffa minima oraria assicurata è di 3,50€ lordi, in altre il fisso orario è addirittura assente).
La gravità del problema ha portato alla creazione di serie proteste nei centri di maggior diffusione del servizio e alla formazione di centri che monitorizzano la situazione, come l’osservatorio “Incidenti Rider Food Delivery”.
È importante che il problema venga a galla per sensibilizzare e informare il cittadino.