Una boccata d'aria (opera seconda)

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Una boccata d'aria

Una boccata d'aria

titolo originale:

Una boccata d'aria

titolo internazionale:

A Breath of Fresh Air

fotografia:

scenografia:

costumi:

Magdalena Grassi

produttore:

produzione:

paese:

Italia

anno:

2022

durata:

95'

formato:

colore

uscito il:

07/07/2022

premi e festival:

Due fratelli orgogliosi e lontani, un’eredità contesa e un passato che torna a bussare alla porta. Quando viene a sapere della morte di suo padre, con cui non ha rapporti da tanti anni, Salvo (Aldo Baglio) si imbarca in un viaggio nella natia Sicilia.
L’obiettivo è convincere suo fratello Lillo a vendere il casale di famiglia per salvare la sua pizzeria sull’orlo del fallimento (un segreto che ha tenuto nascosto perfino a sua moglie e ai suoi figli). Ma il compito sarà tutt’altro che facile, e Salvo sarà costretto a fare i conti con tutte le sue scelte. Una commedia agrodolce sui rapporti familiari e su come non si finisca mai di crescere, anche a cinquant’anni.

NOTE DI REGIA:
Ho cercato di girare una commedia sofisticata, divertente, emozionante, che avesse ritmo, il cui fine principale fosse quello di intrattenere lo spettatore facendolo ridere ma anche commuovere.L’obiettivo era quello di prendere i toni sopra le righe di un talento comico come Aldo Baglio, che con il trio Aldo, Giovanni e Giacomo ha fatto la storia della comicità italiana, e inserirli in una commedia divertente sì ma anche verosimile ed emozionante.
Salvo (Aldo Baglio) è un padre egocentrico, presuntuoso e incapace di ascoltare gli altri, si è preso il trono da capofamiglia ed è convinto di poterla gestire senza l’aiuto di nessuno. Gli altri componenti della famiglia, come tutti, hanno i loro eccessi, ma agiscono in modo più ragionevole di Salvo (e ci vuole poco). Gli attori hanno recitato con toni sì di commedia ma più realistici, a compensare la comicità dirompente di Aldo. Anche Lillo, il fratello ritrovato di Salvo, agisce in maniera eccessiva (è pur sempre suo fratello), ma con registri opposti: Lillo è un orso che ha vissuto da eremita, ed è l’opposto di Salvo, umile, introverso, incapace di relazionarsi con gli altri. In comune hanno solo un’infantile testardaggine.
Abbiamo selezionato attori dotati di uno humor affine alla nostra scrittura, in grado di valorizzare le battute scritte in sceneggiatura con il loro carattere.
La regia ha prediletto la semplicità: sono stati ridotti al minimo gli artifici stilistici, e i movimenti di macchina inseriti solo se funzionali al racconto. Il protagonista scappa da Milano e dai suoi problemi per prendere una boccata d’aria nel paesino in Sicilia in cui ha trascorso l’infanzia. La regia ha assecondato questo racconto passando da una macchina a mano – impercettibile, quasi per niente nervosa – con inquadrature telate e un massiccio uso di quinte – a restituire la sensazione claustrofobica in cui si trova il protagonista a Milano – per poi, una volta arrivati in Sicilia, sfruttare maggiormente
inquadrature fisse con ottiche più aperte e senza troppe quinte, linguaggio che aiuta il pubblico a esperire direttamente la sensazione di break e rilassatezza provata dal protagonista al suo arrivo al paesino.
Anche il suono ha seguito questa evoluzione: siamo passati dagli ambienti rumorosi di Milano alla quiete della campagna siciliana.
Non è cambiato invece il ritmo, vivace dall’inizio alla fine del film.
Ad essere privilegiati costumi e location che hanno trasmesso autenticità e vissuto piuttosto che eleganza e pulizia. Salvo non torna nel classico paesino del sud da cartolina ma in un borgo di poche centinaia di anime, desolato eppure fascinoso per chi lo sa guardare.