Ottocentonovantasei nuvole

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Ottocentonovantasei nuvole

titolo originale:

Ottocentonovantasei nuvole

regia di:

cast:

Marco Maffeis, Stefano Bonazzi, Giuseppe Diliberto

sceneggiatura:

Luca Fumagalli

fotografia:

Alessandro Danini, Francesco Bestetti

montaggio:

Alessandro Danini

musica:

Alessandro Martire

paese:

Italia

anno:

2021

durata:

14'28"

formato:

colore

status:

Pronto (01/12/2021)

premi e festival:

  • HIIFF - Heart International Italian Film Festival 2022: Official Selection
  • València Indie Film Festival 2022 Finalista
  • Reale Film Festival 2021: Official Selection - Honorable Mention
  • AnimArt Film Festival 2021: Concorso - Premio AnimArt
  • CortoLovere 2021: Concorso
  • NurSind Care Film Festival 2021: Concorso Documentari
  • Emerald Peacock 2021: Official Selection - Covid Work
  • Metropolis Film Festival 2022
  • Ottocentonovantasei Nuvole 2022
  • Faith & Family Chicago Film Festival 2022
  • South Italy International Film Festival 2022

Marco Maffeis è un piccolo editore di Clusone (BG), sposato e padre di tre figli. E’ uno dei tanti italiani ad ammalarsi gravemente di Covid19, nel momento più difficile, quando questa malattia è totalmente sconosciuta e le terapie intensive di Bergamo e della provincia non hanno più posti letto a disposizione. Un ospedale palermitano offre la possibilità, lo spazio e le cure ad alcuni pazienti del Nord la cui diagnosi sembra senza speranza. Marco, in stato di totale incoscienza, in condizioni respiratorie disperate, viene portato con un aereo militare a 896 chilometri di distanza. Si risveglierà dopo quasi un mese di coma nell’isola che gli ha salvato la vita.

NOTE DI REGIA:
Quando mi hanno parlato di Marco e mi hanno chiesto di raccontare la sua storia ho titubato. Temevo, infatti che sarebbe stato facile cadere in una narrazione retorica. Poi, dopo aver conosciuto Marco, capii che questo piccolo film si sarebbe potuto realizzare con il giusto spirito. Marco è un uomo solido, carico di energia positiva, pieno di creatività e di sogni. Durante la malattia Marco, a causa del suo stato di incoscienza, non ricordava nulla, ma la sua amnesia è stata una chiave decisiva per il film. Mi raccontò a livello onirico quello che era stato il suo coma e affidai il ruolo di narratori ai due medici che clinicamente lo salvarono. Ma mi azzardo a dire che Marco si è veramente salvato grazie alla forza dei suoi sogni e al suo enorme desiderio di tornare a casa.