I limoni d'inverno (opera seconda)

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I limoni d'inverno

I limoni d'inverno

Grazie alla vicinanza dei rispettivi terrazzi, due sconosciuti alle prese con la propria attività di giardinaggio incominciano a intessere un dialogo profondo, che li aiuta ad alleviare il dolore per qualcosa di grave, un segreto, che ognuno dei due cerca di nascondere a se stesso e a chi gli sta vicino. In quella sorta di limbo sospeso tra la terra e il cielo, lontano dalla velocità della città, Pietro ed Eleonora si insegnano a vicenda a seguire il proprio cuore, a credere ancora nella “possibilità di essere felici”, prima che le loro strade si separino di nuovo.

NOTE DI REGIA:
Ho incontrato questa storia un po’ per caso. L’ho incontrata come capita con le persone più importanti della nostra vita, quando incroci lo sguardo di qualcuno e riconosci, nel profondo dei suoi occhi, qualcosa che parla di te e delle persone che illuminano la tua esistenza. Ho sentito, nella storia di Pietro (Christian De Sica) e di Eleonora (Teresa Saponangelo), risuonare questa melodia universale e misteriosa. Ho sentito emozioni autentiche, la fragilità dello stare al mondo di ogni essere umano. Noi e gli altri, in un gioco continuo di specchi, sfumature e colori – gli infiniti colori dell’esserci, qui, ora. Mi sono misurata con l’asprezza di un film drammatico, con fatti dolorosi e reali, per confrontarmi con una drammaturgia che impone rigore, essenzialità e sguardo amorevole, cercando l’empatia verso gli altri e quella ancora più difficile con noi stessi, con i nostri limiti e paure. Il film ha anche toni dolci e gioiosi, perché la vita non è mai mono-tono, ma una stratificazione continua di lacrime e sorrisi.
Vorrei che i protagonisti di questa storia, i loro occhi, il loro cuore, possano vivere in tutte le persone che li incontreranno, così come vivono in me e negli attori che li hanno interpretati.