A pranzo la domenica (opera prima)

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A pranzo la domenica

A pranzo la domenica

titolo originale:

A pranzo la domenica

titolo internazionale:

Family sunday lunch

sceneggiatura:

fotografia:

scenografia:

costumi:

Elena Delicati

musica:

Francesco Barbato

produzione:

paese:

Italia

anno:

2026

durata:

90'

formato:

colore

status:

Pronto (28/01/2026)

Dopo la morte della madre, che ha accudito per vent’anni, Adele A., 55 anni, si ritrova senza lavoro, senza soldi e senza un ruolo sociale. Troppo giovane per la pensione e troppo vecchia per il mercato del lavoro, vive in una cittadina di provincia dove tutti credono di conoscerla, ma nessuno la vede davvero — nemmeno i suoi due fratelli, con cui condivide soltanto il pranzo della domenica. Tra momenti malinconici e altri inaspettatamente ironici, Adele prova con difficoltà a ricostruirsi una vita e a regalarsi un nuovo inizio. A pranzo la domenica è una commedia agrodolce su una donna a cui la vita concede, attraverso strade inimmaginate, un’altra possibilità, sullo sfondo di una commedia umana corale.

NOTE DI REGIA:
A pranzo la domenica nasce da un duplice desiderio: raccontare una rinascita — quella di Adele A. — e ambientarla nella realtà della provincia italiana, che da sempre fornisce la materia più viva e sorprendente alla nostra cinematografia, in particolare a quella commedia all’italiana capace di raccontare il Paese meglio di molti trattati di sociologia.
La provincia, apparentemente immobile e rassicurante, è in realtà un microcosmo crudele e meraviglioso, dove archetipi e luoghi si ripetono uguali ma diversi dal Nord al Sud.
Il tema della rinascita, della seconda possibilità che la vita ti offre (o che ti prendi), è oggi più che mai attuale. In un tempo in cui nulla sembra definitivo — lavoro, matrimoni, rapporti umani — e l’imprevisto può ribaltare ogni certezza, si può ancora scegliere di sterzare e imboccare un’altra strada.
La rinascita di una donna di mezza età, apparentemente senza qualità, è perciò tanto più sorprendente quanto più nasce da una condizione comune: la vita ordinaria.
A pranzo la domenica è una commedia umana e amara, ispirata con umiltà e affetto al cinema di Germi e Pietrangeli, dove alla lacrima che non scende segue un sorriso discreto, ironico, affettuoso — e al teatro di Eduardo de Filippo che mescola di continuo tragedia e commedia. Del resto in provincia si fa clamore, ma senza mai far rumore.