titolo originale:
Ana no
regia di:
cast:
sceneggiatura:
dal romanzo omonimo di Agustín Gómez Arcos
produttore:
produzione:
Áralan Films, Blacklight Films, Ombre Rosse Film Production, con il contributo del Ministero della Cultura, RTVE, Canal Sur, Movistar Plus+ e HBO Max, con il sostegno di ICAA
distribuzione:
vendite estere:
paese:
Spagna/Italia
anno:
2027
formato:
colore
status:
In sviluppo/preparazione (27/08/2026)
La storia ha per protagonista Ana Paucha (interpretata da Ángela Molina), che si fa chiamare Ana no, vedova povera di 75 anni che vive in un paesino di Almería. Suo marito e i due figli maggiori sono morti in guerra e il figlio più piccolo è da trent'anni in carcere nel nord della Spagna. Ana sente avvicinarsi la propria morte e decide di chiudere per sempre la sua casa e, con una torta all'olio come unico bagaglio, intraprende un viaggio verso nord per abbracciare per l'ultima volta il figlio e portargli quel dolce che amava tanto da bambino. Un viaggio di iniziazione nella Spagna della fine degli anni Sessanta, durante il quale Ana imparerà a conoscere se stessa incontrando sul cammino personaggi che la porteranno a interrogarsi sul proprio posto nel mondo e sul senso dell'umanità in generale.
NOTE DI REGIA:
Per me, l'originalità di Ana no risiede nel mettere al centro del racconto un'anziana denutrita, una figura quasi invisibile alla società che, contro ogni previsione, intraprende un’epopea intima e straziante che commuoverà lo spettatore per il suo realismo e la sua crudezza. Il suo viaggio verso la morte sarà anche il ritratto di un paese ferito da una guerra fratricida e di una generazione di donne messe a tacere e dimenticate. Punto su un linguaggio cinematografico semplice, austero ed evocativo, in cui le immagini, i silenzi e i gesti pesano più delle parole. La macchina da presa accompagnerà Ana in modo partecipe e rispettoso, lasciando che sia il suo sguardo a guidarci attraverso quel paesaggio devastato. Così, sceneggiatura e regia cammineranno insieme per costruire un cinema d'atmosfera, più allusivo che esplicativo, di una bellezza insolita, rispettando sempre lo spirito del romanzo di Arcos.