titolo originale:
Pasolini a Budapest padre figlio e spirito laico
titolo internazionale:
Pasolini in budapest, father , son and secular spirit
regia di:
sceneggiatura:
fotografia:
montaggio:
produttore:
produzione:
paese:
Italia
anno:
2026
durata:
60'
formato:
colore
status:
In postproduzione (12/10/2026)
Un Pride vietato a Budapest diventa il punto di partenza per un’indagine generazionale sull’identità queer contemporanea, tra memoria, conflitto e desiderio di normalizzazione. Nell’estate, il protagonista parte per Budapest per prendere parte a un Pride dichiarato illegale. Da quell’esperienza prende avvio un viaggio che si estende oltre i confini ungheresi e diventa indagine culturale e generazionale.
Note di regia
Il film intreccia la cronaca di quell’evento con una serie di interviste a ventenni LGBT, raccolte in diverse città italiane. Le loro voci, libere da tesi precostituite, affrontano
temi come sessualità, affettività, modelli di relazione, identità, appartenenza,
normalizzazione e conflitto.
In questo coro di testimonianze si inserisce il confronto con Pier Paolo Pasolini: il
più celebre omosessuale italiano e, al tempo stesso, una figura profondamente
estranea all’idea contemporanea di orgoglio e integrazione. Pasolini diventa un
interlocutore postumo, un “padre scomodo”, che costringe le nuove generazioni a
interrogarsi sul significato della differenza, sul desiderio e sul prezzo della
normalizzazione.
Tra memoria e presente, il film mette in dialogo attivisti, artisti, intellettuali e
giovani voci LGBT, facendo emergere le tensioni tra integrazione e irriducibilità, tra
riconoscimento sociale e perdita di conflitto.
Pasolini a Budapest è un’indagine laica e generazionale sull’identità queer oggi,
sul rapporto con i padri simbolici e sulla possibilità di immaginare un futuro che
non cancelli la differenza.