L'età dell’oro (opera prima)

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L'età dell’oro (L'Age d’or)

titolo originale:

L'Age d’or

sceneggiatura:

Bérenger Thouin, Mehdi Ben Attia, Virginie Legea

fotografia:

Martin Roux

montaggio:

Rémi Langlade

scenografia:

Clémence Pétiniaud

costumi:

Anne Blanchard

musica:

Enrico Ascoli, Céleste Thouin

produzione:

GoGoGo Films, GraffitiDoc, con il contributo del Ministero della Cultura, con il sostegno di Eurimages, CNC, Canal+, Ciné+ OCS, Région Occitanie, Région Nouvelle-Aquitaine, Département de Lot-et-Garonne, Département de la Charente, Cinéventure, Film Commission Torino Piemonte

paese:

Francia/Italia

anno:

2026

durata:

103'

formato:

colore

status:

Pronto (05/05/2026)

premi e festival:

1944. La contessa Jeanne de Barante è nelle mani di un gruppo di soldati, diretta verso il luogo della sua esecuzione. Nel corso di questo viaggio, Jeanne ripensa alla sua storia e al destino capriccioso che l'ha condotta fino a quell’epilogo. Dall'infanzia nella macelleria dei suoi genitori, nella provincia francese agli inizi del XX Secolo, agli anni trascorsi a Parigi, da sola, in miseria; dall'incontro con l’italiana Celeste, inafferrabile e passionale, al vortice della Grande Guerra; dal ricongiungimento con il giovane conte Guillaume de Barante, complice del suo errore di gioventù, alla loro impresa in Brasile, all’epoca della febbre del caffè, nei ruggenti anni Venti. Fino al ritorno in Francia, quando Jeanne ritorna insieme a Guillaume al villaggio natale, e una lotta sorda si ingaggia tra lei e la contessa-madre...
Un’appassionante saga che attraversa la storia del ‘900 rivelando tutta la potenza visiva dei filmati d’archivio, usati come contesto animato dentro cui far evolvere gli attori in carne ed ossa, per raccontare la storia avventurosa di un personaggio femminile anti-eroico, Jeanne, e della sua amica Celeste. Due figlie del secolo che attraversano il '900 con tutto il suo carico di cataclismi, sballottate dalla Storia e dalle passioni del loro tempo, come in una lunga fuga a capofitto, diretta inesorabilmente verso la caduta.

NOTA DI REGIA:
‘L’età dell’oro’ abbraccia gran parte del Novecento. Conosciamo bene gli eventi che hanno segnato questo secolo, le sue guerre, i suoi movimenti sociali, le sue trasformazioni economiche, la sua corsa al progresso tecnico, scientifico e militare. Quella che, invece, conosciamo meno è la storia vista dal basso, i cui protagonisti sono uomini e donne ordinari che hanno vissuto la propria vita immersi nel loro tempo, senza la prospettiva storica di cui possiamo godere noi oggi, e quindi senza una bussola per guidare le loro scelte. È questa seconda storia che ‘L’età dell’oro’ racconta. Come molte persone della mia generazione, ho la sensazione che le traiettorie vitali delle mie nonne e bisnonne siano state bloccate. Da «figlie di», sono diventate «mogli di» poi «madri di» e la storia delle loro vite non è giunta fino a noi – perché ritenuta indegna di essere trasmessa o perché loro stesse non hanno nemmeno avuto la possibilità di viverla, costrette com’erano a seguire una traiettoria prestabilita
Dietro la mia passione per Jeanne c’è un interesse per il fuori campo conservato negli archivi. Quante donne del popolo, sballottate dalla grande Storia, vediamo scorrere nelle immagini d'archivio, spesso sullo sfondo, spesso accanto a uomini, oppure perse nel tutt’uno dell'anonimato di un gruppo di donne, operaie, infermiere, lavandaie? Nelle immagini giunte fino a noi dell'inizio del secolo, è raro vedere una donna comune filmata da sola, in full-frame, con l’intenzione di mostrare lei e soltanto lei. Con Virginie Legeay, abbiamo concepito Jeanne a partire da questa immagine mancante. Seguendola attraverso il XX secolo, ho voluto prendere una strada secondaria nella grande Storia.