titolo originale:
Nino
regia di:
cast:
Vince Mendoza, Alexandre Desplat, Caterina D’Amico, Mino Gabriele, Joe Lovano, Park Chan-wook, Michele Marvulli, Rita Pavone, Solrey
sceneggiatura:
fotografia:
montaggio:
produttore:
produzione:
Be Water Film, Sugar Play, Adler Entertainment, I Diavoli, Rai Documentari, con il contributo del Ministero della Cultura, con il sostegno di Apulia Film Commission
distribuzione:
paese:
Italia
anno:
2026
durata:
120'
formato:
colore
status:
Pronto (23/07/2026)
premi e festival:
Nino Rota, primo compositore italiano a vincere il Premio Oscar per la Miglior Colonna Sonora: prolifico, raffinato e al tempo stesso capace di entrare in profonda sintonia emotiva con il pubblico di tutto il mondo. Rota ha scritto temi memorabili per Francis Ford Coppola (Il padrino parti I e II), Luchino Visconti (Il gattopardo, Rocco e i suoi fratelli), King Vidor (Guerra e pace), Franco Zeffirelli (Romeo e Giulietta) e naturalmente Federico Fellini. Lo Sceicco Bianco, I Vitelloni, La Strada, Le Notti di Cabiria, La Dolce Vita, 8 e 1⁄2, Giulietta degli Spiriti, Satyricon, Roma, Amarcord, Il Casanova, Prove d’orchestra: pronunciare questi titoli vuol dire immediatamente ricordarne la melodia.
Oltre al suo straordinario contributo per il cinema (150 film musicati), Rota ha composto opere, balletti e decine di altre composizioni orchestrali, corali e da camera, collocandolo fra i maggiori compositori del Novecento Italiano.
Il film, oltre ad essere un ritratto sfaccettato e poetico della sua personalità unica, è anche un viaggio attraverso alcuni dei momenti più iconici della storia del cinema, in cui la colonna sonora diventa parte essenziale del racconto. Il film si snoda tra materiali d’archivio suggestivi e interviste coinvolgenti con personaggi che con lui hanno lavorato o ne sono stati profondamente influenzati tra cui il regista Park Chan-Wook, il compositore Premio Oscar Alexandre Desplat e il direttore d’orchestra e arrangiatore Vince Mendoza, vincitore di sette Grammy Award e direttore dell’Orchestra del Conservatorio di Bari, lo stesso Rota ha diretto per 40 anni. Le prove e il concerto costituiscono la colonna portante del film.
Note di regia
La musica di Nino Rota è talmente straordinaria che farne un film è un gesto semplice, è sufficiente fare spazio alla musica: questo meraviglioso mistero creativo ed espressivo si incarna allora nell’arte e nella vicenda biografica di un uomo che sin da giovane età mostra di conoscerne i segreti più profondi.
“Emulo di Mozart”, viene definito quando dirige un Oratorio di sua composizione a soli undici anni, portato in trionfo da un pubblico incuriosito ed adorante: ed è solo l’inizio di una parabola artistica straordinaria che attraversa il Novecento dall’inizio fino al 1979, anno della sua improvvisa scomparsa.
Ricostruirne la vita vuol dire raccontare un uomo immerso nella musica e devoto ad essa: cordiale ma riservato, notoriamente svagato quanto fermo nelle proprie convinzioni, Rota è famoso per il suo eccezionale lavoro per il cinema (che fu causa di biasimo da parte di chi vedeva e colonne sonore come espressione musicale minore) ma il suo repertorio è in realtà vastissimo e di qualità straordinaria, ed è tuttora uno dei compositori italiani più eseguiti al mondo. Dopo Milano e Roma scelse di vivere a Bari, città per la quale sarà incredibile motore di crescita.
Il film racconta un uomo a tratti inafferrabile nella sua essenza, di grande profondità, che tramite la musica ha cercato di esprimere la bellezza della vita e l’importanza di un costante anelito di crescita e consapevolezza personale.