titolo originale:
Fame d'aria
titolo internazionale:
Drowning
regia di:
cast:
sceneggiatura:
Monica Zapelli, Daniele Mencarelli, dal suo romanzo omonimo
fotografia:
montaggio:
scenografia:
costumi:
musica:
produzione:
Clemart, Rai Cinema, con il contributo del Ministero della Cultura
vendite estere:
paese:
Italia
anno:
2026
durata:
96'
formato:
colore
status:
Pronto (22/07/2026)
premi e festival:
Pietro e Jacopo, suo figlio autistico, sono in viaggio verso la Puglia. All’improvviso la loro auto si ferma. Vengono soccorsi da Oliviero, un meccanico del posto. Pietro e Jacopo trovano ospitalità da Agata, proprietaria di un bar che un tempo era anche una pensione. Ad aiutare agata c’è Gaia che crea un legame profondo con Pietro.
La routine nel piccolo paese è fatta di lentezza e monotonia nell’attesa di qualcosa, fino a quando a bloccare la ripresa del viaggio è la drammatica verità dei fatti.
NOTE DI REGIA:
In questo film ho cercato di conservare lo stesso tono duro e senza sconti del romanzo da cui è tratto. Una storia così non può essere raccontata in maniera edulcorata. Lo spettatore non deve avere nessuna via d’uscita, nessuna alternativa, come Pietro, il personaggio principale. Il dramma di questo padre stanco di una vita pesantissima, dei debiti che lo attanagliano, della solitudine in cui lo hanno lasciato amici, parenti e istituzioni è reso attraverso la durezza del rapporto col figlio che continua ad assistere come spinto da un’inerzia. Pietro è un uomo che la vita feroce ha ormai prosciugato di tutto.
Non c’è giudizio verso di lui e, si spera, che non ce ne sia neanche da parte dello spettatore che si trova faccia a faccia con quest’uomo disperato.
Il film segue una strategia di racconto che procede per svelamento. I personaggi, nell’orizzonte chiuso dell’albergo, dell’officina e dei pochi altri luoghi del paese, si rivelano progressivamente in un crescendo emotivo che sfocia nella drammatica risoluzione finale. Ho avuto un approccio fortemente “teatrale”, ma con gli strumenti e il linguaggio del cinema sperimentando il felice paradosso di definire i personaggi in preparazione insieme agli attori e poi lasciare che le cose semplicemente accadessero durante le riprese.