titolo originale:
Dio ride
titolo internazionale:
God laughs
regia di:
cast:
sceneggiatura:
fotografia:
montaggio:
scenografia:
costumi:
produttore:
produzione:
Indiana Production, PiperFilm, con il contributo del Ministero della Cultura, con il sostegno di Regione Toscana
distribuzione:
vendite estere:
paese:
Italia
anno:
2026
durata:
114'
formato:
colore
status:
Pronto (17/07/2026)
premi e festival:
Nel cuore del ‘600 c’è un uomo che parla di Dio come nessuno aveva fatto prima di lui: è Frate Leopoldo da Casamacchia. Mentre la Chiesa predica in latino, Fra Leopoldo racconta il Vangelo con una gioia contagiosa portando, a chi lo ascolta, sollievo e speranza. Parla di un Dio vicino agli uomini capace anche di ridere insieme a loro. Il suo messaggio si diffonde di villaggio in villaggio, conquistando il cuore di migliaia di persone che iniziano a seguirlo ovunque, mentre le chiese si svuotano. Quel clamore arriva fino a Roma e l’eco di quella voce ha un suono pericoloso per chi ormai governa attraverso la paura; il Papa decide di affidare il caso al cardinale Maculani, il più autorevole inquisitore del suo tempo. Quello che nasce come un processo si trasforma in un confronto inatteso, destinato a mettere in discussione convinzioni che sembravano incrollabili. Mentre il destino di Leopoldo sembra ormai segnato, quello di Maculani e di chi come lui è stato colto dal dubbio prendono direzioni inattese. Perché si può spegnere una voce ma non ciò che quella voce ha lasciato negli altri.
NOTE DI REGIA:
Dio ride ha segnato per me un confine mai attraversato. Se nei film precedenti la regia era spesso al servizio degli attori e dei tempi delicati che la comicità richiede, in questo film ho aspettato la luce giusta, ho fatto albe vere, ho messo al centro lo sguardo, per filmare ciò che mi dava emozione. Grazie alla dedizione e alla generosità di tutto il cast artistico e tecnico e con l’aiuto di Pierfrancesco Favino, che ha bisogno di ben poche indicazioni, ho potuto esplorare un linguaggio più libero e personale.
È stato come scrivere un racconto, con un vocabolario evocato da immagini e non da parole, per raccontare quanto la satira e la comicità abbiano da sempre fatto tremare il potere. Ho imparato molte cose nel dirigere questo film: la cosa più importante è stata quella di trattare la macchina da presa come una macchina da scrivere.