titolo originale:
La valle scalza
titolo internazionale:
The barefoot valley
regia di:
sceneggiatura:
fotografia:
montaggio:
musica:
Pietro Pirelli, Bee Meru
produttore:
produzione:
Effendemfilm, Insolito Cinema, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte
distribuzione:
paese:
Italia
anno:
2025
durata:
70'
formato:
colore
uscito il:
01/05/2025
premi e festival:
Sullo sfondo delle vette della Val Grande, il documentario ripercorre
l'esistenza di Gianfranco Bonaldo, conosciuto dai più come Gianfry. Dopo un
passato segnato da profonde difficoltà, alla fine degli anni Novanta Gianfry
decide di abbandonare la civiltà per rifugiarsi in uno degli angoli più aspri e
selvaggi d’Italia. Per quasi vent’anni abita la montagna in una solitudine
radicale, spogliandosi di ogni bene materiale e scegliendo di muoversi nudo
e a piedi nudi tra i sentieri impervi, in una ricerca di purezza che è prima di
tutto interiore.
Il racconto si snoda attraverso un ritrovamento eccezionale: le riprese
effettuate dallo stesso Gianfranco con una piccola telecamera, che offrono
una prospettiva intima e inedita sulla sua vita "selvaggia". Queste immagini,
cariche di una bellezza primitiva, restituiscono lo sguardo diretto del
protagonista sulla valle e sulle stagioni. Attraverso questo archivio privato e i
ricordi di chi ha incrociato il suo cammino solitario, il film indaga il mistero di
una scelta estrema, interrottasi tragicamente nel 2015 per avvelenamento da
stricnina, in circostanze mai del tutto chiarite. La Valle scalza emerge così
come il diario visivo di un riscatto possibile, il ritratto di una libertà cercata e
vissuta fino all'ultimo passo sulla terra nuda.
Note di regia
Ai nostri occhi questa è la storia estrema di un riscatto. È il racconto di un
viaggio, anche fisico, che si è disposti a intraprendere pur di restituire un
senso alla propria vita, dopo anni trascorsi nel rifiuto della propria famiglia e
nel peso di un passato segnato dalla violenza e dalla vergogna. Ma è anche
una storia di ricerca assoluta della libertà: di ciò che si ottiene e di ciò che si
perde nel tentativo di sottrarsi ai condizionamenti della società.
Per noi Gianfry è colui che compie, con forza, scelte su cui tutti, anche in
forme meno estreme, siamo chiamati a confrontarci ogni giorno. Lo fa con un
candore e una semplicità che emergono anche dalle sue straordinarie
immagini autografe. Il suo rapporto senza mediazioni con la natura della
Valle si rivela nelle riprese in soggettiva che lo mostrano camminare a piedi
nudi nella neve, e oltre.
Gianfranco ci accompagna attraverso il ciclo delle stagioni: la rinascita della
vita in primavera, i giochi d’acqua dei torrenti in estate, le lunghe camminate
nei boschi d’autunno, il silenzio sordo di una valle immersa nella neve
dell’inverno più rigido. Ama così tanto questo luogo, apparentemente
inospitale, e questa vita, da volerli raccontare con i suoi stessi occhi.
Ha sognato di realizzare il suo film, il più selvaggio che si possa immaginare.
E noi con lui, per scoprire fin dove possiamo spingerci come esseri umani
nella riconquista della libertà.