titolo originale:
Chopin e la neve
regia di:
sceneggiatura:
fotografia:
montaggio:
musica:
produttore:
produzione:
paese:
Italia
anno:
2024
durata:
4'30"
formato:
colore
status:
Pronto (01/01/2024)
genere:
animazione
premi e festival:
"In attesa di una stagione migliore, in attesa che la neve si sciolga, Chopin fischia". Chopin e la neve è un cortometraggio che utilizza il linguaggio della metafora per esplorare il tema della resilienza dell’esistenza di fronte alle avversità. Protagonista del film è un pettirosso che, immerso nel silenzio dell’inverno, attende lo scioglimento della neve e il ritorno della vita. La sua presenza fragile ma tenace diventa immagine simbolica della vita che resiste anche nelle condizioni più difficili. NOTE DI REGIA: Attraverso una narrazione essenziale, costruita per immagini e suggestioni musicali, il film affronta i temi dell’attesa e della sopravvivenza, mettendo in dialogo natura e dimensione interiore. Il pettirosso incarna una forma di resistenza silenziosa: un essere minimo che continua a esistere nel gelo, trasformando l’inverno in una condizione non solo naturale, ma anche esistenziale. Il freddo, la sospensione e l’isolamento alludono così ai momenti di difficoltà, solitudine e immobilità che attraversano l’esperienza umana. Il riferimento a Fryderyk Chopin, che si ispirò al canto melodioso del pettirosso per la composizione della Grande Polonaise brillante, rafforza il legame tra natura e musica. Il suono diventa memoria, mentre l’immagine si configura come una partitura visiva. Il pettirosso, definito “Chopin dell’aria”, si pone come tramite simbolico tra il mondo naturale e quello artistico. La regia adotta uno stile sobrio e contemplativo, affidando al ritmo lento, al silenzio e alla composizione dell’inquadratura la costruzione emotiva del racconto. La neve, elemento dominante, non è solo scenario ma vera materia narrativa: immobilizza, protegge e al tempo stesso annuncia il cambiamento. Chopin e la neve si presenta come un’opera sensoriale e meditativa che riflette sul tempo, sull’attesa e sulla capacità di resistere, lasciando spazio alla speranza del disgelo e della trasformazione.