titolo originale:
Colombia
regia di:
cast:
Ernesto Campos, Yulia Torres, José Ochoa, Carlos Julio Camargo
sceneggiatura:
fotografia:
Javier “Vito” Ojeda
montaggio:
Alessandro Rajola, Alberto Bracalente, Vincenzo Caporale
scenografia:
Bertha Carolina Ruiz
musica:
Pablo Tolentino, Samuele Scuto
produzione:
paese:
Italia
anno:
2025
durata:
12'
formato:
colore
status:
Pronto (01/12/2025)
premi e festival:
A causa dell'estrema povertà del Venezuela, il giovane Carlos è costretto a intraprendere un viaggio oltre confine verso la Colombia, che per lui rappresenta l'unica possibilità di un futuro migliore. La frontiera però è molto pericolosa ed è territorio di gruppi armati. Sopravvissuto per miracolo, raggiunge una cittadina di montagna dove trova lavoro come fattorino in una pasticceria. Carlos può finalmente iniziare una nuova vita in Colombia ma i ricordi della famiglia e dei compagni lasciati indietro lo tormentano.
NOTE DI REGIA:
Ogni giorno, circa 2.000 venezuelani attraversano il confine verso la Colombia. La povertà estrema e il controllo di un governo dittatoriale li costringono a partire in cerca di un futuro migliore, lasciando spesso indietro le loro famiglie. Il giovane protagonista, Carlos, incarna i sentimenti dei migranti, chiamati caminantes (camminanti), dalla profonda solitudine che si prova quando si è lontani da casa, al coraggio necessario per abbandonarla. Il desiderio di Carlos è quello che tutti hanno in comune: la speranza di una vita migliore che li attende in Colombia, un Paese dove incontrano persone accoglienti e disposte ad aiutare. Il cortometraggio “Colombia” vuole inviare un messaggio di accettazione di ciò che viene comunemente definito “diverso”, incitando all'unione e alla fratellanza, e vuole far riflettere sull'importanza di una piccola buona azione come primo passo per cambiare il mondo. Allo stesso tempo, la storia di Carlos narra il pericoloso viaggio alla frontiera tra Venezuela e Colombia. Molti caminantes cadono vittime di un territorio estremamente difficile da attraversare, controllato in gran parte da bande armate. Carlos sopravvive e può iniziare una nuova vita nel nuovo Paese, ma non può dimenticare i compagni che ha lasciato indietro.
Chi scrive queste note è un autore italiano, per cui la storia narrata è strettamente legata a "un'altra" migrazione. Ovvero, quella di uomini e donne che quotidianamente attraversano il deserto del Sahara e, dopo essere sopravvissuti ai campi di tortura, attraversano il Mar Mediterraneo su piccole imbarcazioni fatiscenti per giorni interminabili.
Attraverso il tema venezuelano, si intende raccontare la piaga sociale della migrazione in tutto il mondo. Con l'invito ad accogliere sempre chi sta peggio di noi perché, oggi più che mai, tutti apparteniamo allo stesso grande e piccolo mondo.