titolo originale:
Yellow Liminal
regia di:
cast:
fotografia:
montaggio:
Alberico Bartoccini
costumi:
Camilla Giuliani, Elisa Carpiceci
produttore:
produzione:
distribuzione:
vendite estere:
paese:
Italia
anno:
2025
durata:
15'03"
formato:
colore
status:
Pronto (10/02/2025)
premi e festival:
Da decenni Ruth attende il ritorno della sorella gemella, partita per una missione spaziale. In un flusso di pensieri sospesi tra memoria, infanzia e assenza, rievoca il loro gioco segreto: chi vede per prima un’auto gialla vince. Ma nel silenzio di una mancanza così forte, l’eco di quel gioco si trasforma in poesia, memoria e attesa.
NOTE DI REGIA:
Yellow Liminal nasce dal desiderio di far convivere universi distanti fra loro, che è anche la cifra dei miei lavori precedenti.
In questo caso, due gemelle separate dall’immensità che si frappone fra la Terra e il Cosmo: una sulla Terra e l’altra in missione spaziale.
Separate per età, perché Ruth, la protagonista, è invecchiata come succede a tutti noi che viviamo sulla Terra, mentre sua sorella gemella è nello Spazio, in missione, in un punto prossimo al buco nero, dove il tempo scorre diversamente, rallentando l’invecchiamento.
Distanti gli stili che metto in relazione tra loro in questo mio lavoro, l’AI e la pellicola: due universi espressivi agli antipodi e che rappresentano le esistenze ed essenze diverse delle due gemelle. Girare in pellicola, seppur profondamente affascinante, ha comportato dei rischi e un margine di errore molto più ristretto che se avessi girato in digitale. Girare in digitale però sarebbe stata una scorciatoia, un salvagente che non avrebbe permesso a Yellow Liminal di esprimersi in tutto il suo potenziale cinematografico.
Allo stesso tempo, ho amato lavorare con l’AI, adesso che è entrata prepotentemente nelle nostre vite. Tutta la prima parte l’ho voluta concepire appoggiandomi a questo mezzo. L’utilizzo dell’AI per la creazione delle immagini liminali e del sound design per il progressivo invecchiamento della voce di Ruth non è stato pensato come un semplice supporto tecnico al cortometraggio, ma come una componente narrativa fondamentale.
Questi elementi non servono la storia: la raccontano. Sono parte integrante dell’identità visiva e sonora del film, e contribuiscono attivamente a esprimere il suo universo emotivo e poetico.