titolo originale:
Un sogno Italiano
titolo internazionale:
An Italian Dream
regia di:
fotografia:
montaggio:
musica:
produttore:
produzione:
distribuzione:
paese:
Italia
anno:
2026
durata:
74'
formato:
colore
status:
Pronto (01/04/2026)
Nel 2025 si festeggia il 70o anniversario dell’accordo italo tedesco del 1955 che portò migliaia di italiani in Germania. Molti di loro andarono a lavorare nelle miniere o nella nascente industria, automobilistica tedesca. In occasione di questa ricorrenza, che diede avvio a un capitolo straordinario di migrazione, vogliamo ripercorrere alcune delle tappe che hanno caratterizzato il nostro arrivo sul territorio tedesco. È un viaggio che ci porterà a ricordare il nostro passato di emigranti e quanta strada abbiano dovuto fare gli italiani per riuscire dapprima ad essere rispettati anche solo come esseri umani e, nel corso del tempo, a far valere il proprio valore fino a diventare spina dorsale dell'economia locale. Per tanti che venivano da un'Italia ancora impoverita nel dopoguerra e con un futuro incerto, fu un momento di speranza e non rappresentò solo il sogno di cercare nuove opportunità per migliorare la vita dei propri cari.
Fu anche una grande battaglia per vedere riconosciuta la propria dignità di esseri umani, al pari di tutti gli altri. All’inizio la discriminazione nei confronti degli italiani e degli stranieri era evidente. Spesso all’entrata dei locali c’erano dei cartelli che addirittura vietavano l’ingresso agli italiani.
A Wolfsburg il villaggio “Berliner Brücke” costruito per i gastarbeiter italiani era inospitale, una specie di ghetto nato sulla base esistente dei vecchi lager della Seconda guerra mondiale e aveva tutta l’aria di una zona controllata e realizzata per impedire una vera integrazione con la popolazione locale.
All’interno erano più le privazioni che le libertà. Tra le tante, la più difficile da sostenere era l’impossibilità ad ospitare le mogli e perciò la famiglia. Quindi oltre ad impedire ai lavoratori italiani di condividere i propri giorni con gli affetti più cari, causava sofferenze a chi rimaneva a casa e si sentiva escluso. Questa delle donne, in particolare, fu una grande battaglia che fu vinta solo dopo più di 10
anni, permettendo finalmente a interi nuclei familiari di riunirsi e costruire un futuro insieme. Il documentario sarà un viaggio appassionante ricostruito attraverso testimonianze di eccezione vecchie e nuove, e materiale di repertorio originale. Ascolteremo le voci di molte figure che hanno vissuto in prima persona quegli anni e che oggi sono diventate personalità iconiche della comunità italo-tedesca.
Ma non sarà solo una storia rivolta al passato. Sarà anche una riflessione su quella che è la situazione sul tema immigrazione ai giorni nostri. Perché quello degli italiani in Germania è stato un percorso faticoso, come tutte le migrazioni della storia. Un percorso che ha richiesto tempo ma che alla fine ha contribuito alla crescita della nazione tedesca.
Oggi gli italiani in Germania hanno raggiunto i centri di potere, partecipano ai processi decisionali e contribuiscono allo sviluppo della città. Il pregiudizio dei tedeschi nei confronti degli italiani è scomparso.
Daniela Cavallo, figlia di un gastarbeiter calabrese, è oggi la presidente della Commissione Interna della Volkswagen. Immacolata Glosemeyer è una politica riconosciuta e apprezzata per le sue proposte sulle politiche giovanili. Entrambe rappresentano l’apice del successo degli italiani in Germania. Un successo a cui hanno contribuito tanti immigrati anonimi con la loro sofferenza, ma anche i loro sogni.