Alla tua partenza sarà notte

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Alla tua partenza sarà notte

Alla tua partenza sarà notte

titolo originale:

Alla tua partenza sarà notte

fotografia:

paese:

Italia

anno:

2026

durata:

94'

formato:

colore

status:

Pronto (14/07/2026)

premi e festival:

Nicolò entra a vivere in una comunità di recupero per restare accanto a suo zio Matteo, durante quello che dovrebbe essere l’ultimo mese del suo percorso. Matteo è arrivato lì dopo anni trascorsi passando da una struttura all’altra, portandosi dietro un vuoto che sembra inghiottirlo. La vita nella comunità continua a scorrere, scandita da regole, attese, piccoli conflitti e persone che arrivano per poi scomparire. In questo tempo sospeso, Nicolò e Matteo costruiscono un’intimità tutta loro. Si cercano e si respingono, si proteggono e si feriscono. Poi qualcosa li costringe a confrontarsi con una colpa che nessuno dei due riesce davvero a mettere a fuoco. Il passato torna a occupare lo spazio del presente, riportando alla luce le ferite e i nodi irrisolti di una famiglia. Mentre il futuro di Matteo si fa sempre più incerto, il confine tra chi ha bisogno di essere salvato e chi può davvero farlo diventa sempre più fragile.

Note di regia

Gli ultimi anni della sua vita, mio zio Matteo, li ha passati sballottato da una comunità all’altra, con nessuno che sapeva di preciso cosa farsene. Quando ero più piccolo non avevo sempre voglia, la domenica, di andare a trovarlo nella comunità o nel reparto psichiatrico del momento. Però, quando arrivavo da lui, assistevo a qualcosa che mi riempiva e mi turbava allo stesso momento. Matteo, con gli occhi di un bambino, esultava di gioia, quasi avesse lottato per sopravvivere solo per potermi rivedere. Non so il motivo, ma mi sono sempre sentito particolarmente responsabile nell’essere fedele e leale a quella felicità. Aveva una fiducia e un affetto incondizionati nei miei confronti. Fare questo film è stato un atto d’amore verso quell’uomo e un tentativo di capire meglio me stesso, che per qualche motivo mi sono sempre sentito di assomigliargli, forse anche troppo. Il destino ha voluto che i risvolti di questo viaggio intrapreso assieme fossero diversi da quelli che avrei tanto desiderato. Ma se c’è una cosa, molto preziosa, che Matteo mi ha lasciato, è sicuramente la fede che dietro al dolore, all’oscurità, all’ossessione e alla desolazione si nasconda una smisurata tenerezza. E penso che raccontare storie, con onestà, sia un buon modo di provare a difenderla.