Une femme aujourd'hui

clicca sulle immagini per scaricare le foto in alta risoluzione

Une femme aujourd'hui

Une femme aujourd'hui

titolo originale:

Une femme aujourd'hui

titolo internazionale:

A woman today

fotografia:

Pierre Milon

montaggio:

produzione:

Agat Films & Cie, BiBi Film, Arte, con il sostegno di La Région Provence-Alpes-Côte d’Azur, in partnership with CNC

vendite estere:

paese:

Francia/Italia

anno:

2026

durata:

123'

formato:

colore

status:

Pronto (20/07/2026)

premi e festival:

Juliette ha trentacinque anni e sembra avere tutto: un lavoro di alto profilo nel settore finanziario, una bella casa e una vita fatta di continui viaggi. Nonostante la madre speri di avere dei nipoti, le notti di Juliette sono piene di amanti passeggeri. Quando viene aggredita da un collega durante un evento aziendale, il suo mondo crolla. Juliette decide allora di intraprendere un nuovo percorso per dare un senso alla sua esistenza.

NOTE DI REGIA:
Questa è la storia di una giovane donna che si considera emancipata, una persona la cui vita è facile e spensierata almeno fino a quando una violenta aggressione la costringe a prendere atto che la sua libertà era una fragile facciata dietro la quale erano pronte a rivelarsi le ferite del nostro tempo. Per dare un senso alla sua esistenza, cerca un nuovo percorso. Questa donna sperimenta ciò che il nostro passato collettivo e la sua storia personale avevano nascosto sotto il tappeto. Si rende conto che le ferite si tramandano di generazione in generazione, in modo razionale e magico. La mia intenzione, quando realizzo film, è di essere sempre contemporaneo. Di parlare qui e ora di ciò che mi appare essenziale in questo mondo fatto di continui mutamenti, nelle sue rappresentazioni e nella realtà. Il cinema è una specie di sismografo. E credo che una delle caratteristiche distintive della nostra epoca sia l’improvvisa emersione di conflitti che, pur già esistendo, in precedenza erano relegati ai margini della nostra visione del mondo. L’origine, la religione, il genere e il colore della pelle delle persone ci sembravano rispettati e, anzi, superati dall’unità repubblicana. Ora sappiamo di esserci sbagliati, perché nella nostra relativa prosperità non abbiamo mai affrontato tali questioni.