The color of the sun (opera prima)

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The color of the sun

titolo originale:

The color of the sun

regia di:

cast:

Naoto Shimajiri, West Mulholland, Ichiro Andre Castro, Daido, Yuma Taira, Shiyun Nakamura, Erika Oda, Sachiko Fukumoto

sceneggiatura:

montaggio:

Véronique Barbe

scenografia:

Rika Nakanishi

costumi:

Verses GT

paese:

Canada/Italia/Giappone

anno:

2026

durata:

111'

formato:

35mm/DCP - colore

status:

Pronto (23/07/2026)

premi e festival:

Durante le vacanze estive prima dell’ultimo anno di liceo sull’isola di Okinawa, Kamei e i suoi amici sul proprio futuro. Le loro vite prendono una piega inattesa quando incontrano Colin, un adolescente cresciuto nella base americana di Naha. Lo scontro e l’inquietante somiglianza tra Kamei e Colin diventano il cuore pulsante della storia: un crudo racconto di formazione che si interroga sul significato di sentirsi parte di qualcosa.

NOTE DI REGIA:
All’inizio della pandemia di COVID-19 ho lasciato Tokyo per trasferirmi a Okinawa, nell’estremo sud del Giappone. Sebbene avessi una conoscenza superficiale della storia recente dell’isola, mi hanno molto colpito la ricchezza della sua cultura ele profonde radici della storia della sua indipendenza.
Più tempo passavo sull’isola, più riconoscevo echi di storie incontrate altrove. Provenendo dal Canada, un Paese segnato dal colonialismo francese e britannico, ho colto con sempre maggiore chiarezza le analogie tra la storia di Okinawa e quella delle comunità indigene di tutto il mondo. Nel riconoscere le sofferenze inflitte dalle potenze coloniali, in Canada come altrove, ho sentito un legame profondo con quella che mi è apparsa come una vicenda profondamente umana e universale.
Nel vedere come prima il Giappone e poi gli Stati Uniti abbiano lasciato la loro impronta su questo piccolo arcipelago, non potevo fare a meno di pensare agli innumerevoli luoghi in cui potenze dominanti hanno stravolto l’identità di realtà locali più vulnerabili. Tutto ciò mi ha spinto a riflettere su come la storia continui a riverberarsi sul presente.
Piuttosto che realizzare un film sulla geopolitica, ho preferito esplorare questi temi attraverso un legame intimo: il rapporto tra due adolescenti nati nello stesso luogo, ma provenienti da contesti differenti. Sullo sfondo della complessa storia di Okinawa, ho voluto approfondire il tema dell’appartenenza, la tensione tra salvaguardia della tradizione e accettazione del cambiamento, e quella bellezza che può scaturire quando culture diverse, scontrandosi, finiscono per trasformarsi a vicenda.