titolo originale:
Low lies the land
regia di:
fotografia:
montaggio:
musica:
Jonas Struck
produttore:
produzione:
vendite estere:
paese:
Danimarca/Italia
anno:
2026
durata:
92'
formato:
colore
status:
Pronto (05/08/2026)
premi e festival:
Immerse tra le colline avvolte dalla nebbia e i vigneti del Piemonte, nel nord Italia, generazioni di famiglie hanno dedicato la propria vita alla terra, producendo vino grazie a un sapere tramandato di padre in figlio da secoli. I loro vigneti sono più di un semplice mezzo di sostentamento: sono identità, storia e le vestigia viventi di un’Europa antica e secolare, radicata in un mestiere orgoglioso e duraturo. Ma il mondo che li circonda sta cambiando rapidamente. Le estati diventano sempre più calde. Le piogge sono rare. La siccità crepa la terra, i raccolti si riducono e il lavoro nei vigneti diventa ogni anno più faticoso dal punto di vista fisico. Nel frattempo, le nuove generazioni se ne vanno. Figli e figlie si trasferiscono in città, alla ricerca di una vita più facile, riluttanti a ereditare il lavoro incessante e la crescente incertezza delle aziende agricole di famiglia. I viticoltori anziani rimangono sul posto, curando ostinatamente viti che non producono più come un tempo, portando avanti tradizioni che potrebbero scomparire con loro. In mezzo a questa crescente incertezza, arriva un’offerta allettante. Un intermediario inizia a fare visita alle famiglie con proposte provenienti da ricchi ma anonimi fondi di investimento stranieri desiderosi di acquisire le tenute storiche del Piemonte. Il denaro potrebbe risolvere molte cose: debiti, insicurezza, stanchezza e paura del futuro. Ma il guadagno economico può superare l’enormità della perdita di un patrimonio culturale? Mentre le famiglie si confrontano con domande profonde, Low Lies the Land si dipana come un ritratto intimo, divertente e profondamente umano di persone divise tra orgoglio, eredità e sopravvivenza. Attorno ai tavoli delle cucine, durante le cene della vendemmia, nelle cantine polverose e tra i vigneti, agricoltori e famiglie faticano a decidere cosa valga la pena preservare e cosa, alla fine, potrebbero essere costretti a lasciar andare.