titolo originale:
OR[sea]
regia di:
cast:
sceneggiatura:
fotografia:
Rocco Fidanza
montaggio:
costumi:
David Laura
produttore:
produzione:
paese:
Italia
anno:
2026
durata:
74'
formato:
4K - colore
aspect ratio:
2.39:1
status:
In postproduzione (21/09/2026)
Prima ancora di avere un nome, Riccardo ha un corpo che rie-merge dall’acqua e un respiro che fatica a tornare. Non sa chi sia. Sa soltanto che qualcuno, da qualche parte, lo aspetta — e che quel qualcuno ha il volto di una donna che gli appare a intermittenza, come una luce che si accende e si spegne nella nebbia della memoria.
Comincia così un cammino che attraversa boschi, case abbandonate, uomini spezzati dalla guerra: un cieco che vede oltre l’oscurità più di chiunque altro; una donna che porta in grembo una vita nuova mentre intorno a lei tutto muore; una casa che non è la sua ma che, per un momento, sembra poterlo diventare.
Ogni incontro è un’isola in un mare più grande — un pezzo di rotta, un frammento di chi Riccardo è stato o potrebbe ancora essere.
Ma un ritorno non è mai soltanto una strada da percorrere. È un conto che si salda con la propria memoria, con le proprie colpe, con l’idea stessa di casa — che forse, come il volto che lo guida, non è mai stata soltanto un luogo. OR[sea] è la storia di un uomo in cerca della propria origine, un viaggio sospeso tra la vita e la sua ombra, dove ogni passo verso casa è anche un passo verso la verità su chi si è davvero.
NOTE DI REGIA:
Abbiamo girato in otto giorni, in tutto — una scelta di necessità che è diventata, strada facendo, una scelta di sguardo. Tornare a produrre con l’essenziale, con una troupe ridotta e senza reti di sicurezza, mi ha avvicinato a un’idea di cinema nella quale fare un film significa soprattutto guardare la realtà e trovarci dentro un racconto.
È stata una sfida, ma anche un ritorno — non a caso, per un film che parla pro-prio di ritorni.
Girato per l’80% in Abruzzo, tra Ortona e Orsogna, lungo quella che fu la Linea Gustav, e per il resto a Bergamo. Non è stata una scelta casuale né solo produttiva: Il paesaggio, in OR[sea], non è sfondo: è memoria che affiora, esatta-mente come quella del protagonista.
POI - PARLARE DI GUERRA.
Terreno a me estraneo.
Perché parlare oggi di guerra. Il film è ambientato negli anni 40, quella guerra è un lontano ricordo, ma l’eco si riflette ancora oggi e il momento storico attuale ci costringe a ripercorrerne il pensiero.
Forse è più utile farlo senza la pretesa della ricostruzione storica.
La guerra che attraversa OR[sea] non è solo quella della Seconda Guerra Mondiale: è un simbolo, la condizione estrema in cui un uomo si trova a dover scegliere di nuovo chi essere.
Un momento universale, che accade dentro ognuno di noi anche lontano da qualsiasi fronte.
E INFINE C’È L’ODISSEA.
Il punto di partenza.
Molto prima di scrivere una sceneggiatura, sapevo che la storia di Riccardo sarebbe dovuta nascere da lì.
L’Odissea è la matrice di OR[sea], la struttura sotterranea attraverso cui ho costruito la perdita e la ricostruzione dell’identità di un uomo.