titolo originale:
L'opéra
regia di:
cast:
Giovanni Laturra, Noemi Potenza, Roberta Colucci, Luca Cafarelli, Gabriel Errico
sceneggiatura:
Flavio Basile, Rebecca Vivacqua
fotografia:
Andrea Letterelli
montaggio:
musica:
Romina De Leonardis, Gabriel A. Errico
produttore:
produzione:
paese:
Italia
anno:
2025
durata:
15'
formato:
colore
status:
Pronto (14/10/2025)
premi e festival:
E se, per una sola notte, potessimo vedere il vero volto di una generazione?
È quello che accade a Zefiro durante una notte in discoteca. In questo mi-crocosmo grottesco si muovono figure emblematiche: Cassandra, l’attivista dalla coscienza pulita solo in apparenza; Crick, il bullo senza gloria; Essere, l’autolesionista in cerca di sé; e Aurora, la femme fatale di cui Zefiro è inna-morato.
Nella notte i protagonisti abbandonano la loro farsa su un palcoscenico di un teatro vuoto. Niente pubblico, niente applausi: solo Zefiro a contemplare la loro nuda fragilità, sogni infranti, paure irrisolte e verità scomode.
L’Opéra è un viaggio crudo e poetico nell’anima di chi recita ogni giorno una parte che non sente propria.
NOTE DI REGIA:
L’Opéra è il racconto di una notte che inizia in una discoteca e finisce su un palcoscenico. Zefiro, un ragazzo apparentemente invisibile, attraversa un mondo fatto di eccessi, maschere e ruoli imposti. Ma oltre il sipario rosso scopre un’altra realtà: quella in cui le apparenze crollano, e i personaggi si rivelano per ciò che sono davvero. Una parabola emotiva e simbolica sulla giovinezza contemporanea, sospesa tra confusione e desiderio di verità.
La regia si fonda su una dualità netta: nella discoteca, lo stile è nervoso, frammentato, quasi febbrile. Camera a mano, inquadrature strette, luci stroboscopiche e montaggio serrato restituiscono il disorientamento di una generazione immersa nel rumore. Nel teatro, tutto cambia: l’inqua-dratura si apre, il tempo si dilata, la luce diventa linguaggio. Lo spazio sce-nico si trasforma in luogo mentale, dove la parola ha il peso della rivelazio-ne.
Ogni scelta tecnica, dalla fotografia al ritmo del montaggio, è pensata per riflettere la tensione tra finzione e verità, tra ruolo e identità. L’Opéra mette in scena una generazione che si interroga, che inciampa, ma che non ha ancora smesso di cercare chi è davvero.