Il tratto mancante

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Il tratto mancante

Il tratto mancante

titolo originale:

Il tratto mancante

titolo internazionale:

The Missing Trait

regia di:

sceneggiatura:

fotografia:

montaggio:

scenografia:

Rossella Roan

produttore:

Ruggero Roan, Piera Carollo

produzione:

paese:

Italia

anno:

2018

durata:

10'

formato:

HD - colore

aspect ratio:

2.35:1

status:

Pronto (01/12/2018)

premi e festival:

  • Cinequest Film & VR Festival 2019
  • ICFF Italian Contemporary Film Festival 2019: Shorts
  • Torino Underground Cinefest 2019
  • Punto di Vista Film Festival 2018: Best Cinematography Award
  • On Art 2019: 2nd Best Short
  • Festival International du Film de Nancy 2019: Official Selection
  • Festival Internazionale Inventa un Film 2019: Official Selection
  • Festival Internazionale Corti sul Lettino 2019: Best Short, Best Actor
  • Tetova International Film Festival ODA 2019: Official Selection
  • Tehran International Short Film Festival 2019: Official Selection
  • Blue Danube Film Festival 2019: Official Selection
  • Accordi e Disaccordi Int. Short Film Festival 2019: Official Selection
  • Festival international Signes de Nuit 2019: Official Selection
  • River Film Festival 2020: Official Selection

Una stanza dalle grandi finestre racchiude l’ambiente quotidiano di una persona dal volto celato. L’uomo cerca qualcosa con disperazione, tra oggetti surreali e mobili controversi, mentre all'esterno si affacciano persone curiose. Una visita inaspettata sottolinea un interrogativo, ma è un circuito chiuso, uno specchio, senza via d'uscita. Le due metà ancor lontane forse troveranno risposta al di là di una porta chiusa. E la chiave forse c'è, anche se non è propriamente una pipa…

NOTE DI REGIA:
Con il “Il tratto mancante” ho voluto raccontare, o meglio, mostrare, uno stato d'animo. Cercando di trasmettere con linguaggio visivo le sensazioni e il pensiero di un uomo in un momento problematico della propria vita. Il testo è volutamente ambiguo per potersi legare allo spettatore lasciandogli libera interpretazione, come nella scenografia, dove è richiesta una lettura che coinvolga il proprio trascorso. Gli spettatori infatti, in base alla propria età e situazione, vedranno e percepiranno il film in differente maniera, creandosi nel susseguirsi degli stimoli visivi, una propria percezione e spiegazione. Il pubblico noterà i molti riferimenti al movimento Surrealista: sono compresi quadri, sculture e trattati di Magritte, De Chirico, Dalì e Breton, reinterpretati e inseriti in nuovo contesto come voluti omaggi ai grandi artisti. Ogni oggetto, ogni parola ha molteplici significati che danno al progetto varie chiavi di lettura tutte assolutamente valide. Ho usato, come molti Surrealisti, la tecnica in solitaria della scrittura automatica: ho steso un abbozzo di scene concatenate di cui ho distillato una razionalizzazione del mio inconscio. Da questo si è costruita una scenografia nel tentativo di rappresentare la mente divisa tra parte sinistra (razionale) e quella destra (irrazionale). Ho semplificato le funzioni e trasposto le emozioni in mobili e oggetti, ho cercato di simboleggiare l’evoluzione del pensiero del protagonista in figure, simboli, e associazioni di oggetti, ripercorrendo quadri famosi da inserire come parte della storia, momenti essenziali dell’evoluzione del dramma di un uomo senza volto, dalla personalità mancante, in un codice di apparente normalità ma di intrinseco significato.