Di primo pelo

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Di primo pelo

Di primo pelo

titolo originale:

Di primo pelo

titolo internazionale:

Youthful indiscretions

sceneggiatura:

Domenico Cicerone, Filippo Di Loreto

scenografia:

Fabrizio Zeno

costumi:

Natalina Marinelli, Flavia Princi

vendite estere:

paese:

Italia

anno:

2026

durata:

19'18"

formato:

colore

status:

Pronto (01/02/2026)

premi e festival:

  • BIF&ST – Bari International Film Festival 2026: Sarò breve
  • CortoCircuito Film Festival 2026: Corti Italiani - Menzione speciale congiunta GOGA Film Festival e Incanto Film Festival, Menzione speciale Miglior Attrice (Margherita Mannino)
  • Fara Film Festival 2026: Fuori Concorso

Federico e Valentina sono sposati da anni e hanno costruito la propria intimità sull’idea di esclusività: si sono scelti da adolescenti, hanno una figlia e una vita ordinata. Eppure una notte, durante un violento temporale, si trovano in una stanza d’hotel in attesa di Sofia, la ragazza con cui condivideranno il loro primo ménage à trois. Spinti dal desiderio di capire se si siano persi qualcosa crescendo sempre insieme, le loro incertezze vengono amplificate dalla schiettezza dell’affascinante e disinibita studentessa che pilota questa esperienza; mettendo alla prova un equilibrio che credevano solido. Il gioco si trasforma così in un’esperienza che espone tutti e tre molto più di quanto avessero previsto.

NOTE DI REGIA:
Di primo pelo parla della difficoltà di scegliere oggi, in un mondo che promette infinite alternative ma non insegna a stare dentro una decisione. Il film osserva una coppia che ha scelto l’esclusività e una ragazza che tiene tutte le porte aperte, senza stabilire chi abbia ragione. Il “rapporto a tre” diventa così il campo di battaglia, non l’argomento della storia.
La regia parte quindi dal desiderio di osservare i personaggi senza proteggerli da loro stessi. La messa in scena è intima e realistica, pensata per lasciare spazio agli imbarazzi e alle contraddizioni che emergono dal confronto tra queste vite così diverse. I movimenti di camera sono rari e sempre motivati dai personaggi: la macchina da presa resta con loro come fosse un uditore silenzioso. Il suono della pioggia, accompagna la narrazione come una presenza costante, isolando la stanza d’hotel dal resto del mondo. Il montaggio privilegia la continuità e il tempo reale, evitando accelerazioni che possano alleggerire il disagio. I long take diventano così uno strumento per trattenere lo spettatore dentro la scena, costringendolo a condividere l’esposizione emotiva dei personaggi.
Di primo pelo intercetta una generazione cresciuta nell’idea di libertà assoluta, mettendo in scena il momento in cui il desiderio incontra il limite della responsabilità romantica.