titolo originale:
Se ami qualcuno dillo
titolo internazionale:
If you love someone, say it
regia di:
cast:
sceneggiatura:
Francesco Bruni, Marco Bonini, dal suo romanzo omonimo
fotografia:
montaggio:
scenografia:
costumi:
musica:
produttore:
produzione:
distribuzione:
vendite estere:
paese:
Italia
anno:
2026
durata:
100'
formato:
colore
status:
Pronto (14/09/2026)
Colto in flagrante durante un tradimento Sergio (Edoardo Leo) ha un malore e finisce in coma. In sala d’attesa si ritrovano tre persone che avrebbero ottimi motivi per non volerlo più vedere: la sua compagna Gabriella (Claudia Gerini), l’ex moglie Alba (Giovanna Mezzogiorno) e il figlio Giulio (Biagio Venditti). Quando Sergio si risveglia è come un bambino nel corpo di un adulto: deve reimparare tutto da capo. E da uomo prepotente e anaffettivo si trasforma in un buffo eroe tragicomico che continua a ripetere di essere rinato, di essere finalmente in grado di amare. E’ proprio questa seconda improbabile infanzia finisce per insegnargli qualcosa che prima gli era sempre sfuggito: come voler bene alla sua complicata famiglia allargata.
NOTE DI REGIA:
Questa storia è successa a mio padre nel passato, ma ha cambiato il futuro di mio figlio. Ma passato e futuro coesistono sempre solo nel presente in un certo senso, potremmo dire che il tempo di questa storia è un tempo verticale”. Ho deciso di aprire il film con queste parole, perché questo è il presupposto stilistico e narrativo del film. Ho deciso di ambientare la storia in un tempo fluido che scorre tra passato presente e futuro. Ho chiesto al commento musicale di Giulio Pierucci di recuperare la vecchia tradizione del cinema italiano di creare dei temi per ogni Personaggio. Ho chiesto questo alla scenografia di Paki Meduri, la ricorrenza dell’acquedotto romano monumento del passato presente e futuro, l’ambientazione di un campo di calcio di pozzolana adiacente all’acquedotto, che è un campo che rimanda ad una memoria passata ma ancora presente oggi, la spiaggia di Fiumicino il faro sullo sfondo l’edificio di Casa Alba che è lo stesso di Mamma Roma di Pasolini. Lo stesso vale per i costumi di Carola Fenocchio che oscillano tra gli anni 60 e oggi. La scelta narrativa e di cast di rappresentare i tre maschi del film,Sergio il protagonista, suo figlio e il padre di Sergio alla stessa età. sono tre cinquantenni, il padre di Sergio perché è morto a cinquant’anni, Sergio perché ha cinquant’anni oggi e il figlio che ne ha 18 ma parla con una voce di un cinquantenne perché racconta la storia da un futuro che ha già elaborato il passato. Il tempo verticale che può essere scambiato per anacronismo e in realtà un correlativo oggettivo per mandare un messaggio semplice. l’oppressione patriarcale è una storia che vive da millenni ed una storia anche di castrazione emotiva maschile che in qualche modo questo film vuole provare a rivoluzionare. lo stile della commedia all’italiana e non solo il presupposto stilistico della nostra tradizione cinematografica e letteraria, ma è anche l’unico modo che io conosco per comunicare ad un pubblico largo un tema così spinoso come la questione dell’identità maschile.