Sembra mio figlio (opera seconda)

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Sembra mio figlio

Sembra mio figlio

Sembra mio figlio

titolo originale:

Sembra mio figlio

titolo internazionale:

Just like my Son

sceneggiatura:

scenografia:

costumi:

Nathalie Leborgne

produzione:

Ascent Film, Caviar Films, Antitalent, Rai Cinema, con il contributo del Ministero della Cultura, in collaborazione con Film in Iran, con il sostegno di Eurimages, Croatian Audiovisual Center, Belgium Tax Shelter, Regione Lazio, Regione Puglia, Friuli Venezia Giulia Film Commission, Apulia Film Commission

distribuzione:

paese:

Italia/Croazia/Belgio

anno:

2018

durata:

103'

formato:

colore

uscito il:

20/09/2018

premi e festival:

Sfuggito alle persecuzioni in Afghanistan quando era ancora bambino, Ismail vive in Europa con il fratello Hassan. La madre, che non ha mai smesso di attendere notizie dei suoi figli, oggi non lo riconosce. Dopo diverse e inquiete telefonate, Ismail andrà incontro al destino della sua famiglia facendo i conti con l’insensatezza della guerra e con la storia del suo popolo, il popolo Hazara.

NOTE DI REGIA:
Un figlio si rivolge alla madre creduta morta fino a quel momento, ma lei non lo riconosce. Da quell’istante una forza misteriosa lo porta alla ricerca del modo per ricongiungersi a lei. Il corpo di Ismail, la mitezza del suo viso, la sua voce sospesa tra gli angoli più angusti dell’Europa, ci conducono in un altrove che ci appartiene molto di più di quanto siamo disposti a immaginare: dall’evocazione di posti lontani nel tempo e nello spazio a una concretezza fatta di carne e sangue, il film viaggia alla ricerca di risposte che non esistono; ad esistere è la possibilità, per Ismail, di prendersi la parola, quella parola negata perché nessuno, fino a quel momento, l’ha ascoltata. Nella lingua madre riconosciamo la lingua del mondo, della pietà antica che non ha patria né paese né confini né frontiere.