La MIA CASA E I MIEI COINQUILINI - il lungo viaggio di Joyce Lussu

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La MIA CASA E I MIEI COINQUILINI - il lungo viaggio di Joyce Lussu

La MIA CASA E I MIEI COINQUILINI - il lungo viaggio di Joyce Lussu

titolo originale:

LA MIA CASA E I MIEI COINQUILINI - IL LUNGO VIAGGIO DI JOYCE LUSSU

titolo internazionale:

MY HOME AND MY NEIGHBOURS - THE LONG JOURNEY BY JOYCE LUSSU

cast:

Tommaso Giuffredi, Paola Lussu, Maya Sansa

paese:

Italia

anno:

2016

durata:

57'

formato:

colore

uscito il:

18/10/2018

premi e festival:

  • Bellaria Film Festival 2016: Casa Rossa Art Doc - Menzione Speciale Paolo Rosa
  • Festival del Cinema Italiano di Madrid 2016: Documentari
  • Trieste Film Festival 2016: Premio Corso Salani
  • Sole Luna Festival 2016: Concorso
  • Ferrara Film Festival 2016: Documentary
  • Visioni Italiane 2016: Visioni Doc Premio D.E-R:
  • Premio Libero Bizzarri 2016: Miglior Soggetto
  • Bellaria Film Festival 2016: Menzione Paolo Rosa
  • Sardinia Film Festival 2016: Premio Villanova Monteleone
  • Un Film per la Pace 2016: Premio Speciale Miglior Film Consigliato alle Scuole

Marco Bellocchio nell’ intervista fatta a Joyce nel 1994 parla del suo atteggiamento nei confronti della vita privo di sogni e di illusioni, ma estremamente attivo, chiedendole come sia possibile trasmettere le cose straordinarie che ha vissuto.
Parlano di lei la sua borsetta di paglia ancora appesa ad una porta della sua camera, il cucù della sala, la sedia a dondolo di vimini, i suoi pettinini colorati appoggiati in bagno vicino allo specchio, i tappeti sardi, i fiori che Angela pone sempre sul tavolo della cucina, le canne che danzano con il vento.
La casa di Joyce a Fermo, nelle Marche, è una casa che respira di vita, di una vita molte volte drammatica ma anche ricca di poesia.
Il periodo da esule con Emilio Lussu a Parigi, le lotte delle donne in Sardegna, le traduzioni dei poeti che scrivevano “poesia utile”, quella che arriva direttamente, senza troppe parole alla conoscenza di altre realtà e al sentimento.
Joyce traduce tanti poeti tra cui Nazim Hikmeth, turco e Agostinho Neto, che successivamente diventerà presidente dell’Angola.
Ma i viaggio di Joyce non sono fatti di sole parole: sono soprattutto le tappe di una sua partecipazione attiva a una lotta comune, senza distinzioni di genere, per un’umanità più pacifica e più giusta.