Scherza con i fanti

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Scherza con i fanti

Scherza con i fanti

titolo originale:

SCHERZA CON I FANTI

titolo internazionale:

JOKING WITH INFANTRYMEN

fotografia:

paese:

Italia

anno:

2019

durata:

73'

formato:

colore & b/n

uscito il:

16/01/2020

premi e festival:

Italiani brava gente? Discutibile. Ma certo il nostro non è mai stato realmente un popolo guerriero, anche perché la millenaria storia del Paese ha visto fin troppe guerre, violenze, pestilenze per potersi affidare al solo amor patrio.
Partendo da questa particolare condizione storica, Scherza con i fanti vuol essere sia un viaggio tragicomico nella recente storia d’Italia sia un universale inno alla pace, ma soprattutto si propone con un percorso lungo più di cent’anni che prova a scandagliare il difficile e anche sofferto e ironico rapporto del popolo con il mondo militare e più in generale con il potere, in cui agisce fortemente una pietas di matrice cristiana. Tutto questo attraverso i canti popolari e quattro diari di guerra; quelli di:
  - un soldato lombardo del Regio Esercito di stanza a Pontelandolfo, in Campania, dove fu uno dei protagonisti dell’eccidio di civili più cruento all’indomani dell’Unità d’Italia.
- un autista viterbese del Regio Esercito, che nel 1935 andò a combattere in Etiopia, convinto che quell’impresa coloniale fosse la sintesi perfetta del primato fascista e che, invece, scopri la terribile realtà dei gas ai danni della popolazione locale.
- una giovane donna cattolica e di estrazione borghese, che divenne partigiana sulle montagne tra Parma e La Spezia e che infine combattè due guerre, la prima contro i nazifascisti, la seconda, forse la più difficile, contro gli uomini.
- Un sergente della Marina militare napoletano, oggi quarantenne e appassionato suonatore di zampogna, che ha prestato servizio nelle missioni di pace internazionali e che in Kosovo ha scritto un diario ricco di pietas e umanità.
I diari si intrecciano con i canti e le musiche popolari di gioia e di dolore scelti e composte da Ambrogio Sparagna e il prezioso repertorio dell’Archivio dell’Istituto Luce Cinecittà; che a sua volta si interfaccia con le immagini di oggi, attraverso quel paesaggio italiano, nella cui unicità e varietà spiccano i sacrari militari e i cimiteri, specie delle due grandi guerre, dove riposano migliaia di soldati italiani e stranieri.
Non ultima, la testimonianza di un grande intellettuale, Ferruccio Parazzoli, che il destino ha voluto abitasse sul quel Piazzale Loreto, da lui “cantato” nei suoi romanzi, dove furono esposti i cadaveri di Mussolini e dei suoi sodali, forse la pagina più tragica della ricca e contraddittoria storia recente d’Italia.