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mercoledì 21 agosto 2019

PLACIDO RIZZOTTO

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PLACIDO RIZZOTTO

PLACIDO RIZZOTTO

PLACIDO RIZZOTTO

titolo originale:

PLACIDO RIZZOTTO

sceneggiatura:

fotografia:

montaggio:

scenografia:

musica:

presentato da:

Arbash

produttore:

produzione:

paese:

Italia

anno:

2000

durata:

110’

formato:

colore

uscito in sala:

06/10/2000

premi e festival:

Dramma di mafia (e gelosia) nella Corleone postbellica. Storia di un eroe – ce ne sono tanti in questo festival - che ha la faccia contadina di Marcello Mazzarella (il Proust di Ruiz) e vive su impervie montagne che potrebbero essere ovunque, in qualche arcaico Sud del mondo, dalla Colombia all’Iran. Placido, il figlio di Carmelo Rizzotto, torna dalla guerra con una nuova coscienza di antifascista ma più puro di cuore che mai. Non può più accettare il mercato delle braccia nella piazza del paese, l’arroganza dei campieri che decidono chi mangia e chi no. Organizza le occupazioni delle terre. Trascina le masse. Guarda il mondo dall’alto di montagne ventose. Si ribella al potere, mafioso, riuscendo a portare dalla sua anche il padre, uomo duro e interno alle logiche mafiose ma anche giusto.
Però Luciano Liggio lo Sciancato, il picciotto in carriera, lo odia. In più gli invidia la donna, figlia della sua amante.
Troppo facile, per la “famiglia”, far passare la morte di Placido come un delitto d’onore, prendergli la fidanzata con la violenza. La notte del 10 marzo 1948, il sindacalista di Corleone scompare. Il capitano Carlo Alberto Dalla Chiesa indaga, Pio La Torre prende il suo posto alla Camera del Lavoro. Da notare le musiche degli Agricantus, lamento funebre perfetto di questo film politico, fisico, indispensabile.