SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI (opera seconda)

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SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI

SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI

titolo originale:

SOTTO GLI OCCHI DI TUTTI

sceneggiatura:

fotografia:

scenografia:

produzione:

IPE, con il contributo del MiBACT

paese:

Italia

anno:

2001

durata:

85'

formato:

colore

uscito il:

09/05/2003

“Sotto gli occhi di tutti” è una commedia realistica che racconta la storia di una famiglia meridionale di oggi, la famiglia Gagliardi, sparpagliata per l’Italia.
Rosa, la figlia più grande, è sposata, ha due bambini, non piange mai, vive e insegna a Bari perché ha scelto di rimanere nella sua città.
Tommaso è scapolo, ha un negozio di abbigliamento, vive a Bari, non si fa domande e risolve i problemi a modo suo, cioè in modo levantino
Alberto è sposato e vive a Milano. Sputa sentenze sulla inciviltà meridionale e sulle possibilità che il Nord offre, ma, in cuor suo, rimpiange la sua città e i suoi affetti. Sua moglie aspetta un bambino, ma insieme hanno deciso di non dirlo a nessuno per scaramanzia: la precedente gravidanza, infatti, non è andata a buon fine.
Infine Patrizia, la più piccola dei fratelli Gagliardi, vive a Roma tra mille difficoltà. Ha un amore superficiale, fa la giornalista free-lance e ha preso le distanze dalla sua terra.
La famiglia Gagliardi si riunisce a Bari in occasione della morte del suo capo famiglia. Il padre aveva un unico desiderio: non andare sotto terra. E così i fratelli si mettono alla ricerca di un loculo, capeggiati dall’energica Rosa.
Dopo una serie di traversie, durante le quali Rosa pensa addirittura di seppellire da sola suo padre in campagna, i fratelli Gagliardi riescono finalmente a trovare un loculo.
La ricerca del loculo per il padre morto è un pretesto narrativo per sviluppare i rapporti tra i fratelli sia nella gestione delle relazioni esistenti tra di loro che nel rapporto con le proprie radici.
Infatti alla fine, Rosa riuscirà finalmente a piangere e a vivere la scelta di restare nella propria città come una soluzione felice e non sofferta. Alberto deciderà di tornare a Bari, in modo che suo figlio possa essere circondato da affetto sincero. Tommaso troverà il modo di far funzionare il negozio di famiglia e Patrizia, dopo la rottura con il suo fidanzato di passaggio, sceglierà di andarsene ancora più lontano e volerà a Londra.
In “Sotto gli occhi di tutti”, la morte del padre ha un forte valore metaforico, rappresenta la morte di un sentimento di appartenenza alla propria terra d’origine, la quale certe volte è incapace di trattenere i propri figli. Ma alla fine sarà proprio la perdita del padre, anche dopo un confronto aspro tra i fratelli, che ricombatterà la famiglia e questa alla città.
Una storia emblematica di valori e sentimenti che si muovono e si intrecciano, in cui l’ambientazione di Bari non circoscrive la metafora alla sola città pugliese, perché, pur sfruttandone la bellezza cinematografica, fa in modo che la storia interessi tutto il Sud, e non solo.
Un Sud che è visto come un canto delle sirene che ammalia di continuo chi sta lontano. E c’è chi vive questo canto come un richiamo maledetto e fatale, come un cordone ombelicale impossibile da tagliare, come una sconfitta; e c’è chi invece preferisce abbandonarsi ad esso, perché è dolce e semplice, e quasi naturale.