JURIJ

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JURIJ

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JURIJ

titolo originale:

JURIJ

sceneggiatura:

fotografia:

scenografia:

produttore:

produzione:

The Bottom Line, con il contributo del MiBACT

vendite estere:

paese:

Italia

anno:

2000

durata:

83'

formato:

35mm - colore

aspect ratio:

1.85:1

sonoro:

Dolby stereo

uscito in sala:

30/11/2001

premi e festival:

  • Globi d'Oro 2002: Premio Speciale della giuria
  • Palm Springs International Film Festival 2002: Panorama
  • Shanghai International Film Festival 2002: Panorama
  • Giffoni Film Festival 2001: Bronze Gryphon Award, Best Actor, Best Film - Premio Cinemavvenire
  • Goldenchest Festival 2003: Best Soundtrack
  • International Tv Festival Bar - Montenegro 2003: Best Film, Best Direction, Best Screenplay, Best Actor, Best Photography, Best Production
  • Premio Fellini 2002: Menzione Speciale per la Regia
  • Castellinaria 2002: Castello d'Argento - 2° Miglior film
  • MedFilm Festival 2002: Premio Italia nel Cinema

Jurij è un bambino di 10 anni senza vista e senza infanzia, un violinista prodigio. Dalla morte di sua madre in poi, suo padre, il Signor K., lo ha allevato nel culto della musica, chiuso in una stanza senza contatti con il mondo esterno, per farlo diventare il perfetto violinista, il puro esecutore. Jurij perciò è prigioniero in una specie di labirinto di armonie, prigioniero di una disciplina che nega altri stimoli. Il suo mondo oscuro vive di note, solo il ricordo della presenza della madre e il suo bellissimo rapporto con la natura gli rendono la vita meno deprimente. Jurij cade lentamente in un abisso di autismo, il padre, furioso per il suo fallimento, lo abbandona al suo destino, come un giocattolo rotto.
Il fato conduce Jurij in cura da una giovane psicoterapeuta che con la sua intuizione e tenacia riesce ad aprire le barriere e a stabilire un contatto con lui. Con l’aiuto di questa donna il bambino comincia a riemergere dal suo limbo, ma la sua crescita è interrotta dalla ricomparsa del signor K., che si riprende il bambino, chiudendolo nuovamente in quel labirinto oscuro. Jurij sembra conformarsi alla passività imposta ancora una volta dal suo insegnante-padre.
Ma riuscirà ad approfittare del momento offerto dal destino e a fare le sue scelte, rivelando la sua libertà artistica e riaffermando se stesso nel mondo esterno. Al suo primo concerto pubblico, organizzato dal padre, Jurij segue il suo istinto, suonando variazioni musicali, sempre più sostanziali e personali, trascinando l’intera orchestra entusiasta, incluso il direttore. Il padre di Jurij, dietro il sipario, è paralizzato dalla sconfitta, la sua rabbia si annulla nell’impotenza e crolla come una statua di terracotta.