LA RENTRÉE (opera prima)

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LA RENTRÉE

LA RENTRÉE

LA RENTRÉE

titolo originale:

LA RENTRÉE

titolo internazionale:

THE COME BACK

regia di:

sceneggiatura:

scenografia:

produttore:

paese:

Italia

anno:

2000

durata:

96'

formato:

colore

uscito in sala:

28/09/2001

premi e festival:

"La Rentrée" è la tormentata storia del pugile Mario Gibellini, detto "il danseur", raccontata come in un match di boxe, al meglio delle dodici riprese.
Dodici capitoli, come fossero i dodici round di quell'unico, grande incontro, che è stata la sua vita.
Gli episodi più significativi: le prime vittorie; l'incontro con Teresa che diventerà poi sua moglie; le combine; la galera; la piccola malavita; il tradimento...
Una giornata di Ottobre fredda e grigia.
Mario Gibellini esce di galera dopo un periodo di detenzione e si ritrova davanti la solita vita: il bar con gli amici, i piccoli lavoretti poco legali, una moglie che ama ma che tradisce, una figlia.
Nella testa ha il sogno di sempre: tornare a combattere. Tornare a quel ring lasciato qualche anno prima, alle vittorie, alla chiarezza dei rapporti con l'avversario, alla "nobiltà della lotta".
In carcere ha ripreso gli allenamenti e oggi, passati i quaranta, si sente pronto a ricominciare. Ma a quella età non è facile. Non è facile far capire alla gente che ti sta intorno che ce la puoi ancora fare, così come ha fatto Foreman. Non è facile far capire a Teresa che fuori dal ring lui non si sente neanche un uomo.
Così, per dovere e per bisogno, riprende quei traffici poco legali che gli consentono, comunque, di campare.
Mario vuole tornare a combattere sul ring, ma nel frattempo i suoi incontri li fa per strada. La violenza, i pugni, sono soprattutto nella vita, nella mancanza di obiettivi e valori, negli scarni rapporti con gli altri, negli ambienti periferici di sottoproletariato urbano. Ambienti in cui si aspettano improbabili eventi per riuscire ad emergere: la schedina, il lavoro improvviso, l'occasione, il colpo andato bene. "Costruire" è una parola che non si usa e chi ha la fortuna di avere un obiettivo nella vita, un ideale, se lo tiene ben stretto e lo difende fino alla morte, spesso degli altri.
Mario perseguirà i suoi scopi, arrivando anche a tradire sua moglie, il suo capo e soprattutto i suoi amici.
Ma poche sono le cose per cui valga la pena di vivere: questo capirà Mario quando, devastato dai pugni, attenderà il conteggio dell'avversario al tappeto.