BACIAMI PICCINA (opera seconda)

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BACIAMI PICCINA

BACIAMI PICCINA

BACIAMI PICCINA

In Italia è il 1943. La Grande Guerra è nel pieno svolgimento.
C’è fermento nella piccola Stazione dei Carabinieri di Civita di Terentola: due effettivi sono dovuti accorrere a Montorio di Terni, dove è in corso una sommossa davanti alle locali acciaierie. Il Maresciallo Marchionni ha spedito il brigadiere Umberto Petroni alla stazione ferroviaria: dovrà portare viveri e generi di conforto a due suoi colleghi che, col treno proveniente da Sud, stanno scortando tale Raoul Nuvolini, truffatore, richiesto dalla Magistratura di Venezia. Umberto aspetta sotto il sole. Ma il treno non arriva. Ne approfitta per fare un salto su da Luisa, figlia del Capostazione e sua fidanzata da otto/nove anni: i due sono in attesa da tempo del permesso speciale che consentirà a Umberto di sposarsi. La ragazza vive nel localetto (semibombardato) al secondo piano della stazione. E’ là che il brigadiere viene raggiunto dalla chiamata del maresciallo: causa incidente, il treno è rimasto bloccato, i carabinieri di scorta feriti e il tradotto portato proprio a Civita, da dove dovrà ripartire, diretto a Venezia. E, a portarcelo, deve essere Umberto. La parola Venezia accende gli occhi e il cuore di Luisa, che da anni sogna un viaggio di nozze con foto a Piazza San Marco. Niente da fare: Umberto è categorico. Quella è una missione rischiosa, lui è in servizio e non può mischiare il dovere con il privato. Così, il nostro brigadiere e il truffatore salgono sul treno che parte al tramonto di quella giornata: c’è una cosa però, che Umberto Petroni non sa...