Producers on the Move
lunedì 19 agosto 2019

Perez. (opera seconda)

“Perez.” è un avvocato d'ufficio. Poteva essere un grande uomo di legge, ma la paura lo ha fregato. Ha sempre considerato la sua condizione mediocre un efficace “riparo dall'infelicità”. Quando il pericolo si insinua in casa sua, scopre fatalmente che non è così. Incalzato dagli eventi, nello strenuo tentativo di difendere la vita di sua figlia, infrange ogni regola. E ogni legge.
Sullo sfondo la Napoli inedita, metallica del Centro Direzionale: un quartiere di grattacieli progettati da grandi architetti che oggi si rivela una promessa mancata di progresso e prosperità, proprio come Perez.

NOTE DI REGIA:
Mi ha sempre affascinato la zona grigia in cui criminali e persone per bene si incontrano: è la zona non geografica più vasta dell’umanità. I criminali, per come li ho conosciuti, si rivelano solo all’occorrenza. Spesso, sono insospettabili. Al tempo stesso, le persone per bene, così come le ho conosciute, sbandierano la loro purezza ma, se messe alle strette, spesso si sporgono nella zona grigia. Perez non sbandiera la propria purezza, naviga a vista nelle acque grigie del tribunale, dove l’unica verità è la verità processuale. La verità assoluta, lì, non importa a nessuno. Il tribunale di Napoli e l’abitazione di Perez sono nel Centro direzionale, un quartiere che assomiglia al protagonista di questa storia: una promessa mancata di ricchezza e progresso. Ho voluto fotografarlo vuoto, freddo, come un’antitesi alla città. Ai piedi dei grattacieli imponenti di vetro e acciaio, ho schiacciato la figura di un avvocato d’ufficio, un uomo curvato dal peso della prepotenza e dell’insuccesso. Il viso di Perez è segnato dalla tristezza, gli occhi sono cerchiati di rosso perché la sua immobilità viene turbata dal pericolo e, per fare ciò che deve, Perez non dorme. La macchina da presa è inquieta, sempre in movimento, insegue i personaggi, si infila negli ambienti sperimentando una grafia inedita grazie al supporto di strumenti prototipo sviluppati assieme al direttore della fotografia Ferran Paredes Rubio.