Morituri

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Morituri

titolo originale:

MORITURI

regia di:

cast:

sceneggiatura:

fotografia:

montaggio:

scenografia:

Elena Bosio

produzione:

I Cammelli, con la collaborazione di Acti Teatri Indipendenti, con il sostegno di Film Commission Torino Piemonte

paese:

Italia

anno:

2015

durata:

75'

formato:

colore

premi e festival:

Sullo sfondo della sezione loculi di un cimitero s’incrociano le vite di tre donne di mezza età: Nora, Aurora e Olimpia. La zitella, la divorziata e la vedova. Tre vite sospese tra la rassegnazione e l’attesa. Tre vite a rischio necrosi. Nora, responsabile del settore loculi, puntigliosa nel lavoro e fin troppo riservata nel privato, intrattiene con le foto dei defunti un dialogo giornaliero, fitto di cerimonie, premure e confidenze. Come se fossero loro, i morti, gli unici depositari dei suoi pensieri più intimi. Al mondo dei vivi la donna riserva invece un distacco e una freddezza le cui ragioni affiorano a tratti nel soliloquio con i trapassati, a tratti nei bruschi alterchi con Aurora. Quest’ultima, che bazzica il cimitero per rubare i fiori dalle tombe e rivenderli in giro per locali, è una tipa gioviale e dalla parlantina sciolta, a volte fin troppo. In particolare, non sa starsene senza l’auricolare del telefonino perennemente collegato. Le telefonate che riceve, dalle amiche ma soprattutto dall’agenzia per incontri alla quale si è iscritta nella speranza di conoscere l’anima gemella, infastidiscono Nora e sono il principale motivo dei taglienti battibecchi tra le due. Se Nora s’è come chiusa alla vita, Aurora spera ancora, forse illudendosi, di avere dalla vita un’altra occasione, almeno sentimentale. Olimpia, più anziana delle altre due, è una donna distinta, colta e sofisticata. È una di quelle che, al primo sguardo, capisci subito che dalla vita hanno avuto tutto. Ma, nel suo caso, forse questo tutto non è bastato. Giunta al cimitero per deporre l’urna del defunto marito, la gran dama lascia trapelare tutto il rancore nei confronti di un uomo che, se da un lato l’ha circondata di agi, dall’altro le ha fatto pagare il prezzo di tanto benessere con ripetuti tradimenti. Sulla morte del fedifrago, peraltro, Olimpia si mostra sottilmente ambigua, tanto da istillare il dubbio che l’incidente di caccia che se l’è portato via, forse, tanto accidentale non è stato. Nel corso di una nottata di veglia organizzata nel cimitero, alla luce dei lumini votivi e della scritta al neon Riposate in pace, le tre donne saranno protagoniste di una fantasmagorica messa in scena delle rispettive e personalissime inquietudini.